(in italiano tradotto con "La prova decisiva") di Jack Reacher: la recensione





Recensioni

Published on gennaio 31st, 2013 | by alessandro ludovisi

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Jack Reacher: la recensione

Jack Reacher: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

3

Buon Film


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“One Shot” (in italiano tradotto con “La prova decisiva”) di Lee Child è il romanzo da cui è tratta questa ultima fatica cinematografica di Tom Cruise, diretto da Christopher McQuarrie e affiancato da Rosamund Pike, Robert DuvallRichard Jenkins e Warner Herzog. La pellicola è stata girata a Pittsburgh ed ha avuto un budget di 60 milioni di dollari. Una curiosità: originariamente il film avrebbe dovuto portare il nome del titolo originale del libro, ma in seguito si è preferito puntare sul nome del personaggio principale, interpretato da Tom Cruise.

Trama

La vita di una tranquilla cittadina americana è sconvolta da un cecchino che uccide, senza apparente motivo, cinque persone. Tutti gli indizi portano a un ex militare – già responsabile di un azione analoga durante una missione di guerra – di nome James Barr. L’indagato viene brutalmente pestato ma prima di entrare in coma fa il nome di Jack Reacher. L’avvocato difensore non sa come rintracciare l’uomo ma sarà proprio quest’ultimo a farsi vivo dimostrando che, nonostante le prove schiaccianti, non sia così certa la colpevolezza del militare  e si renderà disponibile per indagare insieme all’avvocato di Barr. Scopriranno una inquietante verità.

Jack Reacher

Jack Reacher

Giudizio

Personaggio letterario già celebre, Jack  Reacher  viene portato sullo schermo da un Tom Cruise che, probabilmente nostalgico dei fasti del passato, sembra divertirsi grazie al ruolo cucitogli addosso dal regista e sceneggiatore Christopher McQuarrie (“Mission: Impossible – Protocollo Fantasma”, “I soliti sospetti”) che approfitta dell’attore rinvigorito per realizzare una opera cinematografica d’azione con risvolti thriller e una marcata dose di ironia. Tutto sommato il risultato è godibile, a patto di non avere troppe pretese. Poiché, nel suo mescolare generi come fosse un barman alle prime armi, McQuarrie punta tutto sul suo one man show “dotandolo” di poteri sovrumani, come del resto siamo ormai stati abituati da una certa cinematografia recente (senza scomodare Jason Bourne, siamo più vicini all ex agente Cia Bryan Mills di “Taken”) che vede un eroe combattere ogni tipo di avversità e nemico, senza tuttavia mai soccombere.

Gli intrecci – forzati – e alcune situazioni decisamente paradossali richiedono una certa dose di complicità da parte dello spettatore che potrebbe godere delle risse, le corse disperate in macchina, le scazzottate – manco ci trovassimo in un film di Van Damme – non dimenticando l’ innato fiuto investigativo di Reacher che farebbe invidia agli uomini di C.S.I., o alternativamente, potrebbe storcere il naso davanti a un film  piuttosto prevedibile, dalla messa in scena adrenalinica, ma già vista, e da uno script che appare fin troppo leggero tanto da strappare più di una risata anche in momenti di “apparente” pathos. Ed è proprio su questo che sembra giocare il regista, che punta consapevolmente su un pubblico di riferimento a cui il messaggio del film arrivi facilmente.

Tom Cruise risponde positivamente all’impegno – sia fisico che attoriale – e gli fanno onorevolmente da spalla due grandi attori navigati come Richard Jenkins e Robert Duvall. Un po’ sottotono, invece, la performance di  Rosamund Pike che appare fin troppo in soggezione e da vita a un personaggio monocorde e  noioso.

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