Recensioni

Published on ottobre 5th, 2011 | by Robert Frickerton

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Johnny English – La rinascita: la recensione

Johnny English – La rinascita: la recensione Robert Frickerton
Voto CineZapping

Summary:

3.25

Buon Film


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Torna al cinema con un secondo capitolo il personaggio creato da Rowan¬†Atkinson, ‚ÄúJohnny English‚ÄĚ, per ora solo l‚Äôultimo esempio della¬†fortuna che hanno avuto le tante parodie della saga di James Bond¬†succedutesi fin dal primo, lontano, film della serie del personaggio¬†creato da Ian Fleming.¬†007, si sa, deve il suo successo alle grandi doti che gli sono state¬†affidate: praticamente indistruttibile, ironico, a volte surreale,¬†grande amatore e inarrestabile avventuriero. Il passo verso la parodia¬†√® stato veloce: dai film primi film italiani, assurdi e spesso¬†deliranti, al famoso ‚Äú007 – Casino Royale‚ÄĚ (1967) di John Huston con¬†David Niven nei panni dell‚Äôagente segreto e con un giovanissimo Woody Allen, e poi ancora da ‚ÄúSpia e lascia spiare‚ÄĚ (1996) con Leslie¬†Nielsen alla pi√Ļ recente ‚Äúcontro serie‚ÄĚ di Austin Powers (1997-2002),¬†l‚Äôagente al servizio di Sua Maest√† √® stato fatto oggetto di tutte le¬†pi√Ļ vivaci prese in giro.

Johnny English

D‚Äôaltronde, pi√Ļ gli autori di James Bond¬†hanno accentuato la componente inverosimile ¬†del personaggio, pi√Ļ i¬†comici hanno aumentato le trovate bizzarre e demenziali presenti nei¬†loro film, assumendosi senza timore anche il rischio di copiarsi e¬†ripetersi.¬†√ą vero dopotutto che entrambe le parti giocano sullo stesso terreno,¬†quello dell‚Äôiperbolico e dell‚Äôimpossibile, che gi√† di per s√© √® fonte¬†di comicit√†. Senza scomodare Rabelais e i suoi giganti mangioni, basti pensare ai film con Roger Moore: pur appartenendo alla serie ufficiale¬†di 007, le atmosfere di queste pellicole virano decisamente verso¬†l‚Äôavventura esotica da fumetto (‚ÄúAgente 007 – L‚Äôuomo dalla pistola¬†d‚Äôoro‚ÄĚ, tratto dall‚Äôultimo romanzo di Ian Fleming) quando non¬†sconfinano apertamente nella fantascienza (‚ÄúAgente 007 ‚Äď Moonraker‚Ä̬†del 1979, di cui si ricorda la battaglia nello spazio a colpi di laser¬†in pieno periodo ‚ÄúGuerre Stellari‚ÄĚ). E non di rado l‚Äôironia prende il sopravvento sull‚Äôazione, consacrando Roger Moore non certo come il¬†miglior interprete ma sicuramente come quello pi√Ļ simpatico. Il suo¬†faccione quadrato ricorda forse non a caso certi eroi americani di¬†carta degli anni Trenta e Quaranta, e fu infatti scelto per ruoli¬†simili nella serie ‚ÄúAttenti a quei due‚ÄĚ e nel film ‚ÄúI 4 dell‚Äôoca¬†selvaggia‚ÄĚ. I numerosi film che replicano le avventure della spia inglese dunque¬†presentano le identiche esagerazioni e si limitano a poche anche se¬†decisive modifiche, all‚Äôuomo muscoloso e dongiovannesco si sostituisce¬†quello brutto e imbranato (la comicit√† mimica e fisica √® presente in¬†tutte la parodie), le armi del geniale Q sono camuffate negli oggetti¬†pi√Ļ improbabili, i cattivi rimangono dei freak, ma pi√Ļ umani, poveri¬†diavoli cui a volte va la nostra simpatia (chi non ama il dottor Male, nemesi di Austin Powers?), e le trame aumentano il loro grado di non¬†sense. ‚ÄúJohnny English‚ÄĚ non fa eccezione e si accomoda nello stesso solco, ma¬†se il primo episodio puntava molto a divertire i bambini, questo¬†‚ÄúJohnny English La Rinascita‚ÄĚ diventa pi√Ļ maturo e cerca di accogliere¬†anche il pubblico degli adulti. Sostanzialmente la materia √® la¬†stessa, si ride guardando Rowan Atkinson fare figure imbarazzanti¬†davanti a persone importanti o prendere decisioni del tutto illogiche¬†per chiunque sia dotato di un minimo di buon senso, la differenza per√≤¬†sta nell‚Äôaver voluto ispirarsi pi√Ļ a Peter Sellers e al suo devastante¬†ispettore Clouseau che al semplice Mr. Bean. Le smorfie dell‚Äôattore¬†inglese si riducono in favore di gag meglio costruite, e in pi√Ļ di un¬†momento si ride di gusto, a patto per√≤ di sapersi lasciare andare per¬†un‚Äôora e mezza. Anche perch√©, rispetto al gi√† citato Sellers, i¬†pasticci di Johnny English mancano di una struttura vera e propria che¬†li giustifichi e sono talvolta un po‚Äô forzati. Sappiamo che il¬†personaggio √® il classico scemo che alla fine se la cava con un po‚Äô di¬†fortuna e di follia, ma qualche equivoco e coincidenza inaspettata in¬†pi√Ļ avrebbero sicuramente impreziosito la pellicola. Il film per√≤ non √® privo di umorismo tutto britannico, che demolisce¬†senza volgarit√† il mito della precisione e compostezza inglese, in¬†tempi in cui la comicit√† demenziale americana sembra essere l‚Äôunica¬†disponibile. Nel primo capitolo a fare le spese di questa presa in¬†giro erano i francesi in una contesa tutta europea dove era messo in¬†gioco l‚Äôantico trono britannico, nel suo seguito invece lo sguardo¬†arriva fino in Cina. Vi √® infatti una scena particolare, un¬†inseguimento per le strade di Hong Kong tra il nostro e un sicario¬†cinese, dove a voler essere fantasiosi si pu√≤ trovare un curioso¬†sottotesto per il film: il personaggio di Johnny English con la sua mancanza di agilit√† rappresenta la mollezza dell‚Äôodierno Occidente,¬†raffigurato anche nel suo esplicito cognome, mentre il giovane e¬†scattante arrampicatore di muri √® il simbolo dell‚Äôagilit√† asiatica.¬†Fortuna che il nostro Inglese se la cava anche stavolta, almeno nei¬†film possiamo ancora regalarci qualche risata. Voto: [starreview tpl=16]

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