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Recensioni

Published on gennaio 28th, 2013 | by alessandro ludovisi

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Looper: la recensione

Looper: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

4

Film Grandioso


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Rian Johnson (“Brick – Dose mortale”, “The Brothers Bloom”) si avvale del suo attore feticcio – e ormai pressoché onnipresente – Joseph Gordon-Levitt (protagonista in The Dark Knight Rises e Lincoln) e di Bruce Willis per portare sul grande schermo una affascinante avventura fantascientifica sullo sfondo dei viaggi nel tempo. Curiosamente la pellicola vede entrambi gli attori (Gordon-Levitt si è per questo sottoposto a severe sedute di trucco) interpretare lo stesso personaggio: un “looper” di nome Joe. Completano il cast: Emily Blunt (Sara), Paul Dano (Seth), Jeff Daniels (Abe), Garrett Dillahunt (Jesse) e Piper Perabo (Suzie).

La trama

Nel 2074 il viaggio nel tempo è divenuto realtà ma allo stesso tempo ne è stato vietato l’utilizzo. Poco male per le grosse organizzazioni criminali che approfittando del “proibizionismo” hanno potuto crere una coordinata rete temporale con il 2044 dove dei sicari di professione (i looper) uccidono su commissione proprio uomini del futuro, mandati indietro nel tempo per far sparire ogni traccia del  cadavere e cancellare così la loro stessa esistenza.  Joe, nel 2044, è poco più che un ragazzo, ha avuto una infanzia turbolenta e infelice ed ha trovato nel crimine l’unica possibilità per raggranellare i soldi sufficienti per trasferirsi in Francia dove sogna di ricostruirsi una vita. Ma dal 2074 cambiano le regole del gioco e tutti i looper ancora vivi dovranno essere rimandati indietro e giustiziati: Joe si troverà quindi armato davanti a se stesso invecchiato di trent’anni….

Looper

Looper

Giudizio sul film

Nonostante tratti una tematica abusata come i viaggi nel tempo, “Looper” utilizza questi esclusivamente come incipit alla narrazione (un po’ come successe nel primo “Terminator”), lasciando ampio spazio a tematiche famigliari e morali per raccontare una storia avvincente – che all’inizio può apparire ingarbugliata – decisamente ben riuscita. Eppure leggendo la trama la sensazione di déjà vu potrebbe apparire decisamente troppo spiccata: abbiamo un killer per professione, abbiamo un protagonista che viaggia nel tempo (lo stesso Willis pare a proprio agio nel ruolo considerata la già strepitosa interpretazione nel film “L’esercito delle 12 scimmie”), una grossa organizzazione criminale con un perfido capo, colleghi che vengono traditi, amori “impossibili” e un bambino – con madre iper coraggiosa – che sarà determinante per il futuro della umanità, senza contare nuovi tipi di droghe, sparatorie e moto volanti. E allora, cosa rende “Looper” un grande film? (oltretutto inserito da Tarantino, insieme ad “Hitchcock” e “Holy Motors”, tra i suoi film preferiti del 2012). Probabilmente grande merito va, anzitutto, a Joseph Gordon-Levitt capace di umanizzare il suo personaggio non eccedendo nel ruolo e riuscendo a portare in scena, tutto sommato, un assassino con cui è difficile non entrare im empatia.

 

Il poster del film

Il poster del film

In secondo luogo è la dinamica introspettiva a dare linfa vitale al film: nella proiezione di noi stessi nel futuro, è facile immaginare e immaginarci sereni e felici, ma cosa saremmo disposti a fare una volta messi di fronte alla più assurda delle scelte, ovvero uccidere noi stessi? Proprio su questo paradosso gioca il regista che ci propone  un suggestivo rapporto tra i due Joe non prendendo le parti di nessuno e rinunciando a qualsiasi accordo intestino.

I puristi dello sci-fi potrebbero storcere il naso ed effettivamente “Looper” non esplora nuovi territori del genere,eppure allo stesso tempo li amplifica aggiungendo un tocco noir a un contesto di amore e redenzione umana.

Un film imperdibile

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