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Published on aprile 1st, 2011 | by sally

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Mia moglie per finta: la recensione

Mia moglie per finta: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Una Nicole Kidman dimenticabile e una Jennifer Aniston ripetitiva per una commedia leggera, negli schemi.

3.25

Buon Film


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Jennifer Aniston sembra proprio non volersi staccare dalla commedia romantica, che l’ha trasformata nella fidanzatina d’America ed insieme a lei non può mancare Adam Sandler, un altro esperto del settore. Dopo “Un weekend da bamboccioni” (Grown ups), Dennis Dugan torna in sala con “Mia moglie per finta” (Just go with it), ennesima commedia d’amore di malintesi, di certo non la migliore in circolazione, ma nemmeno da disprezzare in toto.

Mia moglie per finta

Danny Maccabee (Adam Sandler) è un chirurgo plastico, ma prima di diventare un uomo di successo, è stato uno sfigato, soprattutto in amore. Danny capisce che per far colpo sulle donne, va sempre bene mostrare d’avere la fede e farsi compatire raccontando le proprie disgrazie matrimoniali, così può passare una notte soltanto con una donna e poi non vederla più e quindi non ha l’obbligo di impegnarsi. Però, come accade sempre, anche per Danny arriva il momento in cui incontra la donna della sua vita, Palmer (Brooklyn Decker), così l’uomo decide di mettere da parte l’anello e fare sul serio. Peccato, però, che Palmer scopre che Danny è sposato, o almeno così crede. Da lì ha inizio tutto il malinteso che porta il chirurgo a mentire a Palmer pur di conquistarla, spiegandole di avere appena divorziato. Palmer decide, quindi, di voler incontrare la quasi ex moglie di Danny, che però non esiste. Qui entra in gioco l’assistente di Danny, Katherine (Jennifer Aniston), che fingerà di essere la snob e sexy ex moglie del chirurgo. Tutta la situazione porterà i nostri protagonisti fino ad una vacanza alle Hawaii, dove tra un malinteso e l’altro, Katherine incontra anche il suo incubo del liceo, l’ex compagna Devlin Adams (Nicole Kidman). Come già detto, “Mia moglie per finta” è la classica commedia romantica fatta di malintesi, senza troppi colpi di scena, ma con battute efficaci e momenti esilaranti, elementi che al momento sembrano scarseggiare nel campo, a Hollywood.

Mia moglie per finta

Adam Sandler, quindi, si cimenta nel ruolo del chirurgo che ha successo con le donne solo perché ogni volta inventa una storia diversa sulle paturnie matrimoniali ed ogni volta, puntualmente, le donne sono disposte a consolarlo portandolo a letto (magari fosse vero, staranno pensando alcuni). Nonostante sia impersonata dall’amatissima Jennifer Aniston, considerata tra le attrici più sexy, Katherine è l’assistente sfigata con i capelli trascurati e gli occhiali, che si cura ben poco dell’aspetto ed è madre single di due bambini inarrestabili e, seppur pestiferi, simpaticissimi, a modo loro. Palmer, invece, è interpretata da Brooklyn Decker, un’insegnante con un corpo da modella, una donna mozzafiato che fa perdere la testa al chirurgo e che non intende diventare una rovina-famiglie, e crede nella buona fede di Danny, almeno finché può. Anche se non la troviamo in un ruolo importante, nella pellicola c’è anche Nicole Kidman, nei panni dell’antipaticissima Devlin. Una parte riuscita per la diva, che però sembra stia attraversando un momento di crisi professionale, se questo ruolo è il massimo che può concedersi. Nel complesso, pare che Dugan abbia voluto fondere insieme gli elementi della commedia romantica standard insieme a quelli della commedia per famiglie, inserendo bugie, malintesi e amore, alternandolo a siparietti familiari, la situazione della mamma single che deve destreggiarsi tra famiglia e lavoro e sopravvivere anche al fatto che gli altri pretendano che non sia trascurata nell’aspetto. Elementi attuali, in un mix che non dà troppo fastidio, ma che nemmeno fa pensare che “Mia moglie per finta” memorabile. Un buon prodotto per trascorrere una serata in tutta tranquillità e ridere un po’.

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One Response to Mia moglie per finta: la recensione

  1. Vans says:

    No, infatti questo non è il massimo che la Kidman può concedersi. E’ stata appena nominata all’Oscar per Rabbit Hole (film che nessuno della critica italiana ha visto a quanto pare) e sta girando un film per la HBO, poi la attende Danish Girl diretta da Lasse Hallstrom e poi un film di Park Chan Wook. E poi Broadway dove reciterà in Sweet Bird Of Youth. E dopo? Forse un biopic su Dusty Spriengfield e molto molto altro.
    Non male per un’attrice in crisi professionale vero?

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