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Parto col folle: la recensione | CineZapping





Recensioni Parto col folle

Published on Gennaio 30th, 2011 | by sally

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Parto col folle: la recensione

Parto col folle: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Commedia irreverente, con battute non sempre riuscite ma ottima per trascorrere una serata leggera.

3.25

Buon Film


User Rating: 2.5 (1 votes)

Negli USA in quanto ad incassi “Parto col folle” è andato particolarmente bene, ma forse il film non è adatto per i gusti del pubblico italiano, che in questi giorni al botteghino ha lasciato largo spazio alla commedia, ma sul genere di “Immaturi” e “Qualunquemente“. Qua invece stiamo andando in direzione Todd Phillips, reduce dal successo del demenziale “Una notte da leoni” e pronto a sfornarne il sequel. Phillips mette insieme la strana coppia formata dal serioso e composto Robert Downey Jr. e lo strampalato ed ingombrante Zach Galifianakis, già reclutato per “Una notte da leoni” e questa volta intento a rendere un viaggio decisamente unico ed incredibile.

Parto col folle

Parto col folle

Peter Highman (Robert Downey Jr.) è un architetto ed è diretto all’aeroporto per prendere l’aereo per Los Angeles, per poter finalmente riabbracciare la moglie Christine (Michelle Monaghan), che sta per mettere al mondo il loro primo figlio. All’aeroporto, però, Peter incontra Ethan (Zach Galifianakis) e i due si scambiano accidentalmente le valigie. Da quel momento in poi, il viaggio prenderà una piega del tutto bizzarra, che porterà il povero Peter sull’orlo di una crisi di nervi, poiché costretto a viaggiare con l’insopportabile Ethan, aspirante star della tv nella serie “Due uomini e mezzo” (quella con Charlie Sheen, tanto per intenderci). All’aeroporto Peter viene arrestato dagli agenti federali e sia lui che Ethan finiscono su una no-fly list, per cui l’unico modo che hanno per poter attraversare il Paese da una parte all’altra fino a raggiungere Los Angeles è noleggiare una macchina. Come se non bastasse, però, Peter non ha con sé i documenti nè la valigia, partita con il volo da cui è stato espulso, per cui dovrà affidarsi completamente al suo insolito compagno di viaggio. Ethan è appena tornato dal funerale del padre ed è ancora sconvolto dall’evento, con sé porta un cane ed un barattolo di caffè in cui ha deposto le ceneri del padre. Inoltre, aspirante ventitreenne, Ethan fuma continuamente marijuana (per il glaucoma, sostiene lui) e per questo motivo finisce con l’addormentarsi alla guida, causando un incidente clamoroso, che provoca non pochi danni al povero Peter, che cerca di subire pazientemente tutto questo pur di arrivare a destinazione. I due finiranno addirittura alla frontiera Messicana, dando vita ad un inseguimento da action movie, al quale riusciranno a sfuggire, acciaccati ma salvi, fino a raggiungere l’ospedale in cui sta per nascere il figlio di Peter. Todd Phillips la butta sul politicamente scorretto, tra gag esilaranti ed altre un po’ meno riuscite, ma proponendo una coppia che funziona assolutamente bene sul grande schermo. La comicità di Galifianakis, in questo caso dai toni vagamente gay, è ormai collaudata da tempo e la bravura di Robert Downey Jr. è indubbia. Si vedono invece per pochissimo tempo Juliette Lewis, Jamie Foxx e Michelle Monaghan, la trama si concentra completamente sui protagonisti e sul loro viaggio al limite della legalità e sulla nascita di una bella quanto insolita amicizia.

Parto col folle

Vediamo quindi un reduce su sedia a rotelle darle di santa ragione al povero Peter Highman, e lo stesso Peter picchiare di nascosto un bambino per farlo stare buono, mentre il suo amico Ethan è intento ad imitare “Il padrino” nella cucina-farmacia di Heidi, spacciatrice incallita interpretata dalla Lewis. Non mancano riferimenti e battute attuali, dall’omosessualità appena accennata di Ethan, al terrorismo internazionale sul volo per Los Angeles, passando poi per la masturbazione “terapeutica” prima di andare a dormire e Peter che sputa sul cane, povera vittima della follia di Ethan, che se lo porta a spasso per l’America come fosse il suo figlioletto. Battute non sempre riuscite e qualche volta di cattivo gusto, “Parto col folle” in quanto a comicità è assolutamente americano, piacevole per trascorrere un po’ di tempo in tutta leggerezza, in cui ancora una volta Todd Phillips ci propone un’analisi del rapporto tra uomini, questa volta ridotto a due e non a quattro come in “Una notte da leoni”. Non tralasciamo, tanto per cambiare, la traduzione del titolo che, da “Due date” si è trasformato nel gioco di parole “Parto col folle” che almeno per una volta non si distacca completamente dal significato reale del film. Nel frattempo auguratevi di non incontrare mai un compagno di viaggio barbuto e così folle come Galifianakis!

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