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Qualunquemente: Peppe Voltarelli scrive una lettera ad Antonio Albanese | CineZapping





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Published on Gennaio 21st, 2011 | by sally

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Qualunquemente: Peppe Voltarelli scrive una lettera ad Antonio Albanese

Da oggi arriverà nelle nostre sale l’atteso “Qualunquemente“, atteso film con Antonio Albanese del quale si parla già da diverso tempo. Non c’era periodo più azzeccato, considerati gli ultimi scandali politici, per fare uscire un film del genere, che comunque non è immune da critiche. E’ proprio di oggi la notizia sul sondaggio realizzato dall’istituto Lorien Pubblic Affairs, in base alla quale un partito come quello di Cetto La Qualunque potrebbe raggiungere il9% dei voti nel nostro Paese. Una situazione surreale inserita in un contesto reale, sottoposta ad un campione di 600 persone e che ha portato a questo risultato, che fa davvero riflettere sulla situazione attuale dell’Italia.

Peppe Voltarelli

Da qualche giorno, inoltre, sta spopolando in rete anche il brano “Onda Calabra – Qualunquemente” che, per chi non lo sapesse è una particolare rivisitazione del brano “Onda Calabra” de Il parto delle nuvole pesanti. Peppe Voltarelli, membro del gruppo fino al 2006 ed autore del brano, ha deciso di scrivere una lettera ad Antonio Albanese, per lamentare l’uso improprio che è stato fatto del brano, sradicando quello che è il suo vero significato:

Ciao Antonio, ti scrivo a proposito di Onda Calabra. Sapevo che stavi lavorando su quella canzone, mi era stato detto che sarebbe entrata nel film, era una cosa che mi faceva piacere perchè ti stimo. Ero curioso di vedere lo sviluppo ma quando mi è arrivata la tua versione era già il 22 dicembre. Con un certo imbarazzo ho scritto a Fandango (la produzione del film) per chiedere chiarimenti, mi è stato risposto che ormai era tutto fatto e il 3 gennaio il trailer era già un tormentone su internet. Onda Calabra è un brano che parla di emigrazione in Germania, che descrive le sofferenza di una terra martoriata ma per la prima volta nella storia lo fa in maniera sorridente, positiva allegra e giocosa con quel pizzico di ironia amara, che non si piange addosso. Per questo è una canzone amata dalla gente del Sud come una bandiera perchè è simbolo di speranza, una speranza seria, non è una macchietta oppure una gag di cabaret, per questo non ho dato la mia autorizzazione all’uso del brano ne al rideposito in SIAE. Ma ti assicuro non è una questione di soldi, non è soltanto un fatto di diritti d’autore credimi, è qualcosa di più. Caro Antonio, non sai quanta rabbia provo e quanto è triste pensare che il mio brano piu’ conosciuto nella tua versione ha perso completamente il suo significato originario, la sua forza e la sua dignità e il suo coraggio e penso a tutto il lavoro fatto negli ultimi vent’anni anni ai concerti nei piccoli paesi dimenticati da Dio, alle traversate oceaniche per portare avanti un’idea positiva e di calabresità sostenibile e a quante volte ho litigato con la Calabria da cartolina becera ottusa, arrogante e mafiosa. Ignazio Butitta diceva che un popolo è povero per sempre quando gli tolgono la lingua, per questo motivo la canzone Qualunquemente mi ha ferito e credo che abbia ferito tutti quelli che come me coltivano il sogno del cambiamento. Ora ti saluto Antonio, goditi il tuo meritato successo, spero che la faccenda si risolverà prima possibile ma appena puoi per piacere ridammi indietro la mia canzone.

Se da una parte l’intervento di Peppe Voltarelli appare più che legittimo, dall’altra ci sarà chi vede la cosa in maniera assolutamente scherzosa ed innocua ed è pronto a difendere le buone intenzioni di Antonio Albanese per il suo film. Voi cosa pensate della lettera di Peppe Voltarelli?

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