Recensioni

Published on febbraio 29th, 2012 | by alessandro ludovisi

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Quasi amici: la recensione

Quasi amici: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

3.85

Film Grandioso


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Un campione di incassi che ci arriva dalla Francia (dove ha registrato ai botteghini cifre da capogiro), “Quasi amici” è una brillante commedia diretta da Olivier Nakache ed Éric Toledano e interpretata da Omar Sy, Francois Cluzet, Anne Le Ny, Audrey Fleurot, Clotilde Mollet, Alba Gaïa Bellugi,  Ciryl Mendy, Christian Ameri e Grégoire Oestermann. Dopo aver spopolato ai Premi César 2012, dove le numerose nomination hanno portato alla vittoria di Omar Sy, come migliore attore. Per l’attore e comico francese è arrivata la consacrazione con la vittoria nella diciassettesima edizione dei Premi Lumière.

Quasi amici

Il film

“Quasi amici” racconta della storia di amicizia che si sviluppa tra i due opposti Driss, disoccupato con un passato in carcere e costretto a fare affidamento sul sussidio statale e Philippe, un borghese tetraplegico che lo sceglie come proprio aiutante. Driss si prenderà cura di lui aiutandolo negli spostamenti, lavandolo e facendogli, soprattutto, riscoprire un aspetto che  il ricco Philippe aveva dimenticato: la gioia di vivere, tra passioni ed eccessi, in un irresistibile confronto tra classi sociali diverse che finiscono, inevitabilmente, per unirsi. Da una parte la borghesia con le su regole scritte o celate, dall’altra la parte più “oscura” della società francese, quella dei  “galletti” di ultima generazione, i  figli delle colonie, apparentemente non inseriti, scorbutici ma dalla personalità forte e ribelle.

Giudizio sul film

Il film inizia con una prolessi in cui troviamo i due “quasi amici” impegnati in una folle corsa per le strade di Parigi a bordo di una fiammante Maserati. Alla guida ovviamente Driss che si prende gioco di un gruppo di poliziotti sfruttando la condizione di Philippe. Nella successiva analessi scopriamo le origini del loro rapporto, lavorativo inizialmente, e di amicizia successivamente. Driss viene scelto per un periodo di prova come badante del ricco Philippe costretto da anni sulla sedia a rotelle in seguito ad un incidente con il parapendio. Gli inizi non saranno certo facili ma è proprio grazie alla normalità e incoscienza dei suoi gesti che Driss conquista la fiducia del datore di lavoro, desideroso di avere una persona accanto forte e deciso che gli possa far dimenticare il suo stato fisico che gli impedisce qualsiasi movimento dal collo all’alluce.

“Quasi amici” (titolo originale “Intouchables”) è il film “più visto di sempre in Francia, un incredibile successo per una storia vera, quella di Philippe Pozzo di Borgo un nobile e uomo d’affari francese, vedovo e sulla sedia a rotelle dal 1993 e del suo badante Abdel. Nonostante alcune aggiunte cinematografiche il film ripercorre abbastanza fedelmente la loro storia. Una vicenda che intenerisce nonostante non risulti una commedia strappalacrime, anzi, si ride e si ride tanto senza la preoccupazione di sentirsi politically correct. Tra folli corse in macchina, sigarette modificate e passeggiate nella Parigi notturna, Driss riesce a far sentire vivo l’amico, consigliandolo nell’approccio epistolare con una donna di Dunkerque.

Commenti finali

Una amiciza particolare, inaspettata, ma tremendamente vera tra due personaggi agli antipodi, con un background culturale diverso, gusti artistici e musicali agli opposti, stili di vita agli estremi. Un film che scorre veloce, divertente senza momenti di pausa, senza voler colpire al cuore lo spettatore, con una dignità inusitata. Notevole l’interpretazione di Omar Sy (Driss) brillante protagonista “buono” della vicenda, che conferisce spessore alla pellicola.

Consigliatissimo

 

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One Response to Quasi amici: la recensione

  1. stefano says:

    Per i primi 45 minuti sono rimasto davvero sorpreso come il film riuscisse a essere per così tanto tempo un prodotto emozionante, veramente divertente, coinvolgente, non scontato, intelligente, sottile e davvero piacevole. Poi, però, il miracolo si compie solo a metà e il resto del film è costretto a cedere diversi punti alla scontatezza e alla perdita di interesse/lucidità nella storia. Eccessiva ( per scontatezza- faciloneria – relativa spontaneità) la scena della danza di Dris. La scena del parapendio, pur necessaria, sarebbe forse stata possibile gestirla meglio ( più breve e ad effetto ?). Nel finale si vede che hanno cercato di fare del loro meglio, ma in generale non ho personalmente gradito molto l’eccessiva differenza ti tono tra la parte iniziale e la parte finale. Rimane uno dei pochi film che vale davvero la pena andare a vedere. Bello.

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