A Single Man" è un film del 2009, esordio alla regia dello stilista To..." /> Recensioni cult: A single man | CineZapping





Recensioni

Published on marzo 8th, 2013 | by Andrea Lupia

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Recensioni cult: A single man

Recensioni cult: A single man Andrea Lupia
Voto CineZapping

Summary:

3.75

Film Grandioso


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A Single Man” è un film del 2009, esordio alla regia dello stilista Tom Ford. Il film è basato sul romanzo di Christopher Isherwood “Un uomo solo” e ha per protagonista  Colin Firth, che per questa interpretazione viene nominato al Premio Oscar come miglior attore. Il film è stato presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove Colin Firth ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Il film è ambientato nel 1962 e racconta l’ultimo giorno della vita di George Falconer, un professore inglese omosessuale che insegna in California. George ha intenzione di suicidarsi alla fine di questa giornata, poiché è incapace di sopportare oltre il dolore per la morte del suo compagno, Jim, avvenuta otto mesi prima, dopo sedici anni di convivenza. La famiglia di Jim aveva sempre osteggiato il loro rapporto, e a George non era stato consentito di partecipare al suo funerale. È mattina presto. George dorme ancora, e sogna di trovarsi tra la neve, presso l’auto in cui Jim ha avuto l’incidente che gli è stato fatale.

Colin Firth in una scena del film

Colin Firth in una scena del film

Jim giace morto sulla neve, George si china a baciarlo, poi si sveglia bruscamente, pieno d’angoscia. Prima di uscire di casa George avverte un malore, ma poi si riprende. Nel corso della giornata George fa la sua ultima lezione all’università dove insegna da anni, e qui viene avvicinato da Kenny Potter, uno studente convinto di avere profonde affinità con lui. Ritira il contenuto della sua cassetta di sicurezza, compra i proiettili per una vecchia pistola che ha in casa e che intende usare per suicidarsi, scrive alcune lettere d’addio e annota le sue ultime volontà precisando quale abito vuole gli venga fatto indossare nella bara. Cena a casa della sua vecchia amica Charlotte, con la quale anni prima ha avuto una breve relazione, e che annega nell’alcol le sue frustrazioni di divorziata e madre fallita. Charlotte tenta di convincerlo a riprendere la loro relazione sentimentale, ma George la respinge. Sulla via del ritorno si ferma al bar vicino alla sua abitazione dove anni prima incontrò Jim, e qui poco dopo entra Kenny; certamente questi non è qui per caso, ma è venuto con l’intenzione di incontrarlo. Il ragazzo convince George ad andare insieme a nuotare nudi. I due vanno poi ad asciugarsi a casa di George.

Il film, davvero drammatico nel senso stretto della parola, è molto difficile da descrivere in quanto non si può essere troppo duri con un esordio che in fondo è molto ben riuscito. A livello estetico il film è curato in maniera spettacolare, tanto da colpire in molto soprattutto nella prima parte della pellicola. La ricostruzione del periodo storico è accuratissima, ma molto simbolica in alcuni casi, sembra la versione realistica di come le città venivano rappresentate  in tv a quei tempi, ma funziona comunque benissimo. Per il resto la storia straziante di quest’uomo solo, fa il resto e l’interpretazione incredibile di Colin Firth potrebbe oscurare tutto il resto, assieme a quella deliziosa di Julianne Moore. Peccato per i difetti riscontrati un po’ da chiunque, incertezze nella regia (nello specifico nella narrazione) e la musica che, pur molto bella, è orribilmente onnipresente. Da vedere? Senz’altro, sperando che il buon Tom Ford, di cui apprezziamo anche abiti ed occhiali ci riprovi quanto prima.

Voto:

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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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