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Recensioni

Published on luglio 3rd, 2012 | by alessandro ludovisi

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Rock of Ages: la recensione

Rock of Ages: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary:

3.75

Film Grandioso


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Adam Shankman (“Hairspray – Grasso è bello”) dirige l’adattamento cinematografico di uno dei musical più interessanti e leggeri di Broadway: Rock of Ages, un vero inno al rock and roll con, sullo sfondo, una emozionante storia d’amore ambientata a Los Angeles. Nel cast spiccano i nomi di Tom Cruise (Stacee Jaxx), Alec Baldwin (Dennis), e Catherine Zeta-Jones (Patricia). Nel ruolo dei due innamorati Drew e Sherry troviamo gli attori Diego Boneta (cantante e attore messicano già visto in “Mean Girls 2”), e Julianne Hough (“Burlesque”, “Footloose”). Completano il cast :Russell Brand (conduttore radiofonico conosciuto anche come il doppiatore di “Cattivissimo me”), Paul Giamatti (“La versione di Barney”, Cosmopolis) e Bryan Cranston nei panni del sindaco Mike Whitmore.

Il film

Los Angeles, 1987: Drew è una aspirante rockstar, è giovane e prova una passione smodata per la musica rock che in quegli anni imperversa in città e non solo. Sherry viene, invece, dall’Oklahoma, anche lei vorrebbe sfondare come cantante. Si incontreranno al Bourbon Club, mitico locale della città degli angeli e palcoscenico ideale per raccogliere le influenze rock della città. Qui ha esordito un giovane Stacee Jaxx, una vera e propria icona giovanile accompagnato da una buffa scimmietta (Hey Man) e da uno scaltro e disonesto manager. Stacee sarà al centro di una serata organizzata da Dennis, il proprietario del Bourbon, con lo scopo di salvare il locale inghiottito dai debiti.

Rock of Ages

Giudizio sul film

Un concerto con la star Stacee Jaxx, è questa l’unica possibilità di salvezza per il Bourbon Club, vessato dai debiti e costantemente  nell’occhio del ciclone a causa delle proteste del partito conservatore che attraverso le figure del sindaco Withmore e di sua moglie, porta avanti una battaglia contro la presunta immoralità scatenata dal locale. Qui ha mosso i suoi primi passi quello Stacee che accompagnato da una simpatica scimmietta (irresistibile con la mise da colonnello che ci ricorda molto il vestiario di Gheddafi) e da un viscido manager è ormai considerata una leggenda, una vera icona per i giovani. Tra i fan del leader degli Arsenal troviamo Drew e Sherry, loro stessi aspiranti cantanti con il primo che realizzerà un sogno: aprirà, a causa di una imprevista assenza, il concerto del suo idolo. Tutto bene: posti esauriti, il locale è salvo grazie al ricco incasso (oltre trentamila dollari) Drew ha fatto un figurone, Sherry stravede per lui e Jaxx è sempre sulla cresta dell’onda nonostante una particolare predilezione per lo scotch.

Tom Cruise nei panni di Stacee Jaxx

Nel suo approccio mellifliuo, semplicistico e forzatamente autoironico si cela il rischio di una trasposizione musical-cinematogafica ovattata e stereotipata. Ma è solo una illusione poiché a causa di un malinteso Drew e Sherry litigano, lei finisce a lavorare in uno strip club e lui in una boy band. L’incasso della serata finisce nelle mani dell’astuto manager (interpretato da un memorabile Giamatti, strepitoso caratterista) e lo stesso Stacee non è poi così felice. Il canovaccio viene “giustamente” ribaltato, perché per ottenere il successo è necessario inseguire con costanza i propri sogni, evitando di scendere a compromessi. Perché il rock, nonostante tutto, non è morto oggi, come nel 1987 e non sempre è accompagnato da droga e sesso.

Commenti finali

Nonostante uno script semplice, “Rock of Ages” regge l’impatto cinematografico, grazie a una brillante colonna sonora, tremendamente vintage e una caratterizzazione dei personaggi assolutamente riuscita: dalla vulcanica Catherine Zeta-Jones, moglie agguerrita del sindaco di Los Angeles a Tom Cruise decisamente autoironico e dalla prescenza scenica invidiabile. Una dimostrazione di totale dedizione e di rispetto del ruolo inaspettata ma convincente. Simpatico il duo del Bourbon Club formato da Alec Baldwin e Russell Brand mentre l’accoppiata Boneta e Hough permette la costruzione di stacchi musicali eccellenti.

Colorito, nostalgico, avvincente e assolutamente consigliato.

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