Recensioni

Published on dicembre 4th, 2011 | by Roberto

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Scialla!: la recensione

Scialla!: la recensione Roberto
Voto CineZapping

Summary:

4

Film Grandioso


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Scialla! - Locandina italiana

Bruno Beltrame, professore veneto in pensione e residente a Roma, che vive dando ripetizioni, e scrivendo autobiografie per personaggi famosi, scopre che il quindicenne Luca Colombo, uno dei suoi allievi, è suo figlio. A dirglielo é proprio la madre del ragazzo che, in partenza per lavoro, glielo lascia da accudire.

Questo è lo spunto iniziale di “Scialla!”, esordio alla regia di Franceso Bruni, già sceneggiatore per Mimmo Calopresti, e per Paolo Virzì (e anche per l’ultimo di Ficarra & Picone), e vincitore della sezione controcampo italiano all’ultima Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Lascia un po’ perplessa l’assenza di stupore da parte del professore alla notizia della paternità inaspettata, così come più avanti nel film non si stupirà più di tanto nemmeno il figlio. E, di inverosimiglianza in inverosimiglianza, anche il finale, con Luca che irrompe durante gli scrutini di fine anno, risulta un po’ improbabile. C’è anche un boss esperto d’arte, e una pornodiva (alla quale Bruno scrive l’autobiografia) che anche lei ha un figlio quindicenne senza padre. Però il film non è realista, né vuole fare sociologia, seppure ci sarebbe il materiale; piuttosto è una commedia sul rapporto fra padre (fallito, o quasi) e figlio svogliato e sempliciotto (scialla è un’espressione gergale romanesca che può essere tradotta con Stai sereno), che frequenta cattive compagnie e si mette nei guai. E’ un rapporto che farà bene ad entrambi, che porterà Luca a diventare maturo, e a Bruno a diventare un buon padre, e a vincere la paura.

Il film è ben scritto, con alcune scene molto divertenti (su tutte l’incontro fra Bruno e il boss esperto d’arte), e altre toccanti (il padre malconcio sorretto dal figlio), e ben recitato (una bella sorpresa l’esordiente Filippo Scicchitano, una conferma Fabrizio Bentivoglio, e bravi anche Vinicio Marchioni e Barbora Bobulova, rispettivamente il ‘boss colto’ e la pornodiva); i dialoghi sono divertenti, e riesce a non essere volgare anche quando a parlare è la pornodiva. Imperdibili i titoli di coda.

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