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Published on febbraio 28th, 2013 | by Andrea Lupia

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Sleepy Hollow: la serie

Il solo nome, piaccia o no, richiama alla mente ed evoca atmosfere gotiche, foreste stregate, alberi maledetti, puritani terrorizzati e cavalieri privi di testa, ma dalla spiccata vitalità. “Sleepy Hollow” nasce come racconto breve dello scrittore Washington Irving, che nel 1820 fu inserito nella famosissima raccolta di storie brevi e racconti “Sketchbook of Geoffrey Crayon, Gent.“. Dal 1922 a oggi la storia di Ichabod Crane è stata riproposta in tantissime versioni cinematografiche e televisive, il cui esempio più recente nel tempo è il film di Tim Burton, ma nel progetto della Fox a quanto pare, le cose potrebbero essere molto, molto diverse. Secondo le indiscrezioni infatti, il materiale della storia di cui Tom Mison sarà protagonista ispirata alla leggenda di Westchester County (nello stato di New York) su cui si baserebbe l’impianto narrativo dell’intera serie sarebbe quello che riportiamo qui di seguito:

Johnny Depp in Sleepy Hollow

Johnny Depp nel più famoso “Il mistero di Sleepy Hollow”

Nella storia (firmata dagli sceneggiatori del serial di culti “Fringe” Alex Kurtzman e Roberto Orci) Ichabod Crane, un capitano della rivoluzione americana che, dopo aver preso la testa di un cavaliere, viaggia nel tempo fino ad arrivare nel presente, dove si rende utile nelle indagini di un detective locale (Nicole Beharie). Un giorno, il suo nemico, il cavaliere senza testa, torna a tormentare la città. Brutali omicidi ed orrori che potranno essere affrontati solo dal detective con l’aiuto del viaggiatore del tempo del diciottesimo secolo.

Anche se non posso vedervi, so che avete sollevato un sopracciglio fino a somigliare a dei punti interrogativi viventi, lo so perché anche nel mio caso, la reazione è stata quasi fisiologica. Un riflesso nervoso involontario dato dalla sorpresa. O dal buongusto ferito mortalmente, fate un po’ voi. Ad ogni modo, secondo la produzione queste sarebbero le premesse della serie che dovrà affrontare, appena e soprattutto se, riuscirà a vedere un vero palinsesto televisivo e non è dato sapere quanta fortuna potrà avere una storia così, diciamo fantasiosa, su una delle leggende più amate al mondo. Il problema è al solito, che le idee sembrano sempre ottime finché non si schiantano al suolo come un Beechcraft Bonanza pieno di musicisti ubriachi e che, in un modo o nell’altro, gli spettatori preferirebbero idee più semplici ma ben realizzate, piuttosto che complicate versioni e revisioni di classici. Vi terremo aggiornati, su codesti ed altri orrori.

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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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