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Published on 10 Aprile, 2011 | by sally

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The Next three Days: la recensione

The Next three Days: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Un'accoppiata di attori che funziona benissimo, nonostante una sceneggiatura che ha poco di originale.

3.5

Buon Film


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Il giorno dopo una lite con una collega d’ufficio, Laura Brennan (Elizabeth Banks) si ritrova in manette con l’accusa di omicidio. La sua collega è morta in un parcheggio, aggredita ed uccisa con un estintore, ma Laura continua a professare la sua innocenza. Al di fuori del carcere, l’unica persona a credere in lei è il marito, John (Russell Crowe) che cerca di dimostrare l’innocenza della moglie, nonostante prove inconfutabili che la incastrano.

The next three days

Un appello dopo l’altro, le speranze iniziano a venire meno, intanto per John la vita continua, tra il lavoro al college come insegnante e la vita con Luke, il figlio, sempre più distante dalla madre. Sono passati tre anni e l’ennesimo appello non offre alcun riscatto a Laura, tanto che John, ormai esasperato dalla sua assenza, decide di escogitare un piano per farla evadere dal carcere, una scelta audace, agevolata dalla presenza di un esperto dell’evasione, Damon (Liam Neeson) che ormai ha messo da parte la sua carriera, ma a qualche soldo in più non si dice mai di no. Nonostante i numerosi avvertimenti di Damon sui pericoli del suo piano, John è determinato e vuole portare a termine la sua particolare missione ad ogni costo. Un Russell Crowe disperato così non lo vedevamo dai tempi della crisi di “Cinderella Man“. Diretto da Paul Haggis, premio Oscar per “Crash – Contatto fisico” e discusso per “La valle di Elah” (e sceneggiatore di “Million Dollar Baby“, tra gli altri), “The next three days” è un remake del francese di “Pour Elle” di Fred Cavayé. Il film è sicuramente inferiore alle aspettative e si basa su una trama che fondamentalmente non ha nulla di nuovo da dirci e che per certi versi, la vendetta, il pianificare, ricorda anche “Giustizia privata“, con un arrabbiato Gerard Butler. Russell Crowe e Liam Neeson sono sicuramente un’accoppiata che al contempo costituisce una garanzia ma la sceneggiatura, opera dello stesso Haggis, è poco consistente. La bravura del regista sta sicuramente nel calibrare in maniera adeguata il pathos e la tensione che man mano si creano nel film, fino ad arrivare al culmine sul finale, ma non è sufficiente affinché “The next three days” possa passare tra i film memorabili di questa annata. Un thriller di buona qualità, senza alcun dubbio, che però si prende anche il rischio del remake, che necessita assolutamente di paragone con l’originale. Nel complesso, la pellicola viene promossa a pieni voti e supera la sufficienza, ma non è innovativa né il migliore lavoro di Russell Crowe, forse auto-imbattibile dopo la superba performance de “Il Gladiatore“.

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