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Recensioni

Published on ottobre 21st, 2010 | by sally

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Adèle e l’enigma del faraone : la recensione

Adèle e l’enigma del faraone : la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Pellicola che, nonostante le imperfezioni è ben riuscita e sa intrattenere il pubblico.

3.5

Buon Film


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Adèle e l’enigma del faraone ” è un film del regista francese Luc Besson, noto per “Nikita” ma anche per “Léon” e “Il quinto elemento“. Il regista è noto anche per il film d’animazione “Arthur e il popolo dei minimei“, di cui sono già usciti due episodi e che presto vedrà anche l’uscita del terzo. Stessa sorte molto probabilmente toccherà a questo nuovo fantasy-thriller, uscito nelle sale francesi lo scorso 14 aprile.

Adéle e l’enigma del faraone

Les Aventures extraordinaires d’Adèle Blanc-Sec“, questo il titolo originale, è una straordinaria avventura fantasy che nonostante svariate imperfezioni, si contraddistingue per il sano umorismo, ma pecca in quanto a qualità di dialoghi nel complesso. Della stessa opinione molte testate francesi, che non hanno accolto con particolare entusiasmo il film. Nonostante una trama interessante, che farebbe pensare soprattutto ad una pellicola rivolta ai più piccoli, “Adéle e l’enigma del faraone” non convince pienamente.

Adéle e l’enigma del faraone

Che cosa ci fa uno pterodattilo nel cuore di Parigi? Siamo nel 1911, dopo 136 milioni di anni si è schiuso un uovo del Giurassico e adesso l’animale si aggira per la capitale francese mietendo vittime, senza che nessuno riesca a trovare una soluzione. Il mondo politico si smuove senza alcun risultato, in particolar modo per le poche capacità dei poliziotti. E cosa c’entra la protagonista, Adéle, in questa storia? L’intrepida giornalista, un pò Indiana Jones e  un pò l’antesignana di Lara Croft, ha un obiettivo fondamentale da raggiungere: deve salvare la vita della sorella.  La giornalista si reca in Egitto alla ricerca di Patmosis, un dottore dell’antico Egitto che potrebbe essere riportato in vita per rendere finalmente felice la giovane e determinata Adèle. Come spesso accade nelle opere di Luc Besson, la Francia rimane in primo piano ed ovviamente riconosciamo diversi luoghi celebri della capitale, come l’orto botanico Jardin des Plantes e Place de la Concorde. Luc Besson gioca molto sulle parole, anche se a volte le battute tradotte in Italiano non sono dirette ed efficaci come in lingua originale, ma come già detto, spicca molto l’umorismo, anche se i dialoghi non sono eccellenti. Possiamo citare, tra le tante, la battuta “Un prefetto con una ballerina passi, ma uno pterodattilo nel ventesimo secolo…!“. Luc Besson, nonostante la storia sia collocata in epoca diversa dalla nostra, ne approfitta per lanciare qualche frecciata alla società odierna, senza però sbilanciarsi troppo.

Adéle e l’enigma del faraone

“Adèle e l’enigma del faraone” nasce dalla serie a fumetti “Le straordinarie avventure di Adèle Blanc-Sec” di Jacques Tardi nata nel 1976 e molto cara al regista, che l’ha conosciuta durante il periodo della sua adolescenza. E’ solo dopo sei lunghi anni di negoziati che Besson è riuscito ad ottenere i diritti per portare la storia sul grande schermo, basata sui primi volumi della serie, ed ha deciso di presentare, nei panni della protagonista, Louise Bourgoin, già vista nella commedia “Nicolas e i suoi genitori” che nel 2009 ha spopolato in Francia. L’attrice, classe 1981, rientra bene nella parte e ci offre qualche breve quanto inutile scena di nudo, criticata soprattutto perché il film è diretto anche ad un pubblico composto da bambini, ma nonostante tutto il nudo è davvero superficiale e non volgare, nessuno ne rimarrà turbato. Altro grande attore, sicuramente uno dei più grandi in Francia, è Mathieu Almaric, scelto in seguito all’eccellente performance de “Lo Scafandro e la farfalla“. A completare il cast ci pensano Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Philippe Nahon, Nicolas Giraud, Jacky Nercessian, Laure De Clermont-Tonnerre, Gerard Chaillou, Moussa Maaskri. Notevoli gli effetti visivi, considerando che per dare vita a questa pellicola è stato impiegato un budget di 30 milioni di euro. Le scene, soprattutto quando gli attori in carne ed ossa entrano in contatto con lo pterodattilo o le mummie, a volte non sono però perfettamente riuscite. Ricordiamo in particolar modo la scena del risveglio di Ramesse II all’interno del Louvre, al quale Adéle può tranquillamente accedere grazie all’aiuto del finto medico Patmosis. Il risveglio delle mummie è un’altra delle scene ricche di umorismo, gli antichi egizi non apprezzano la modernità ma riconoscono un certo fascino all’architettura francese e poi propongono di mettere una bella piramide in piazza Napoleone, tanto per rimarcare l’umorismo che impregna l’intera opera, fino al finale.

Adéle e l’enigma del faraone

Buon lavoro per quanto riguarda la fotografia, curata da Thierry Arbogast ed anche per la colonna sonora di Éric Serra, composta da ben quarantanove brani. Nel complesso possiamo parlare di una pellicola che, nonostante le imperfezioni, è ben riuscita. E’ un fantasy thriller divertente, un prodotto adatto alle famiglie con buoni effetti digitali ed una trama piuttosto consistente. Peccato non aver sfruttato maggiormente il ruolo del villain di turno (perché un villain c’è) ma molto probabilmente è stato solamente accennato e comparirà nel sequel. Sicuramente molto presto Luc Besson si metterà al lavoro sul secondo capitolo, l’ultima scena vuole infatti che Adèle ci lasci in sospeso, in partenza per una nuova incredibile e surreale avventura.

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One Response to Adèle e l’enigma del faraone : la recensione

  1. LUC-merenda. says:

    Nel 2010 un grosso e corpulento ciccione sbucato dal nulla decide letteralmente di “INGHIOTTIRSI” il povero Luc Besson ed imitandone voce movenze e cercando di mimare i fastosi eighty del medesimo, porta al cinema un capolavoro dell’inutilita’ e uno degli abissi piu’ profondi della demenza umana mondiale come adele e l’enigma del faraone, lasciando a bocca aperta pubblico e critica su come si possano spendere senza battere ciglio trentuno milioni di euro e ricavarne un prodotto che fa rimpiangere le duecentomila lire nette spese per “scontro di titani 1981” e “benny hill show” condito da una gufaggine che nemmeno Roy Sullivan e l’ilarita’ di una commedia cinese anni settanta. ma per piacere………..
    ripigliati.

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