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Alice nella Città: Everytime di Sandra Wollner conquista la sezione giovani

Nel panorama dei festival cinematografici italiani dedicati alle nuove generazioni, poche rassegne riescono a costruire nel tempo un'identità così precisa

Alice nella Città: Everytime di Sandra Wollner vince la sezione giovani
Immagine generata con AI

Nel panorama dei festival cinematografici italiani dedicati alle nuove generazioni, poche rassegne riescono a costruire nel tempo un’identità così precisa e riconoscibile come quella di Alice nella Città: una sezione capace di intercettare il cinema più coraggioso e di sottoporlo al giudizio di un pubblico giovane, esigente e tutt’altro che compiacente. L’edizione in corso ha consegnato il proprio riconoscimento principale a Everytime, film di Sandra Wollner, scelto da una giuria composta da 35 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 19 anni.

Un dramma tedesco conquista la giuria giovane

Everytime è un film in lingua tedesca diretto dalla regista austriaca Sandra Wollner, e racconta una storia densa e moralmente complessa: una madre, sua figlia e un adolescente ritenuto responsabile di una morte tragica si ritrovano a viaggiare insieme verso Tenerife. È una premessa che porta già in sé una tensione irrisolvibile — la convivenza forzata tra dolore, colpa e la necessità di andare avanti — e che richiede al cinema un equilibrio raro tra distanza e partecipazione emotiva.

Il fatto che a premiare questo film siano stati giovani spettatori di età compresa tra i 16 e i 19 anni non è un dettaglio secondario. Significa che Everytime ha saputo parlare a una generazione abituata a narrazioni veloci, ma evidentemente capace di riconoscere la profondità quando la incontra. La giuria di Alice nella Città non è un organismo onorifico: è un interlocutore reale, con una prospettiva propria, e il suo verdetto porta con sé un peso culturale specifico.

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Sandra Wollner e il riconoscimento di Cannes

Per Sandra Wollner, il premio romano arriva dopo un percorso festivaliero già segnato da riconoscimenti importanti. Everytime ha vinto il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes 2026, la sezione della kermesse francese storicamente dedicata alle cinematografie più originali e ai registi che rifiutano le convenzioni narrative più rassicuranti. Ottenere il favore sia della giuria di Cannes sia di un gruppo di adolescenti italiani è, a suo modo, una conferma doppia: il film funziona su registri diversi, riesce a essere esigente senza diventare ermetico.

Wollner si conferma così una delle voci più interessanti del cinema europeo contemporaneo. La sua capacità di lavorare su atmosfere sospese, su silenzi che pesano e su relazioni che non si lasciano facilmente definire trova in Everytime una delle sue espressioni più mature.

Cosa rappresenta il premio di Alice nella Città per il cinema europeo

Il riconoscimento assegnato dalla sezione dedicata al pubblico giovane ha una valenza che va oltre la singola pellicola premiata. Ogni anno, la selezione proposta mette in dialogo cinematografie diverse, spesso provenienti da contesti produttivi lontani dai grandi studios, e le sottopone a uno sguardo generazionale che non ha ancora sedimentato pregiudizi estetici consolidati.

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Che un film in lingua tedesca, diretto da una regista austriaca, ambientato in parte in un’isola spagnola e costruito attorno a un trauma collettivo difficile da elaborare, riesca a conquistare una giuria italiana di giovanissimi, dice qualcosa di preciso: il cinema europeo d’autore non ha perso la capacità di toccare corde universali. Everytime non è un film comodo, eppure ha trovato il suo pubblico in una delle sedi più selettive che esistano — quella di chi guarda senza ancora sapere esattamente cosa si aspetta di vedere.

Per approfondire la filmografia di Sandra Wollner e il contesto del premio, è possibile consultare la notizia originale dell’ANSA.

Il verdetto di questa edizione lascia in eredità una riflessione che va oltre il palmarès: quando si affida a ragazzi tra i 16 e i 19 anni la responsabilità di premiare un film, si compie un atto di fiducia verso la capacità critica delle nuove generazioni. E quando quei ragazzi scelgono un’opera come Everytime, quella fiducia risulta, ancora una volta, ben riposta.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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