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Published on settembre 2nd, 2013 | by sally

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Lovelace: la recensione

Lovelace: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Storia lineare che racconta la vita di Linda Lovelace concentrandosi soprattutto sui suoi sentimenti pur non rispettando tutti i dati reali.

2.5

Apprezzabile ma non indimenticabile


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Una pornodiva che si schiera contro la pornografia e diventa femminista, com’è possibile? Questa è la storia di Linda Lovelace, nata Boreman, protagonista del primo film porno legale della storia: “Gola profonda“.

A raccontare la sua vita, fatta di violenze domestiche e costrizioni, sono i registi Robert Epstein e Jerry Friedman. La pellicola si ispira a “Calvario“, film in cui Linda Lovelace, poi diventata Linda Marchiano, ha raccontato tutte le sevizie subite ai tempi della sua carriera nel mondo del porno.

Linda Boreman (Amanda Seyfried) è una ragazzina di buona famiglia, timida e impacciata, che inizia a scoprire il mondo insieme all’amica Patsy (Juno Temple), molto più disinibita di lei. Trasferitasi in Florida insieme alla famiglia per nascondere la vergogna di essere rimasta incinta e dopo aver dato il figlio in adozione, Linda ricomincia la sua nuova vita, sempre cercando di non disobbedire alla madre, un’austera e irriconoscibile Sharon Stone. Le cose cambiano quando Linda incontra Chuck Traynor (Peter Sarsgaard), inizialmente un uomo galante e affascinante che si trasforma dopo averla portata a vivere con sé e dopo essere diventato suo marito. Continuamente voglioso di denaro, Chuck lavora nel mondo della prostituzione e del porno, picchia la moglie e alla fine la costringe a girare un film per guadagnarci su: quel film sarà proprio “Gola profonda“, il primo porno legale della storia, un successo che ha incassato oltre 600 milioni di dollari, ma l’attrice protagonista ne ha incassati solo 1250. Diventata una celebrità, Linda viene sfruttata al massimo dal marito, dal regista Gerry Damiano (Hank Azaria) e il produttore Anthony Romano (Chris Noth), che già pensa a dei sequel. Il film ci racconta gli esordi di Linda e poi fa un salto temporale di sei anni, quando ormai il mondo del porno è solo un brutto ricordo e lei ha sposato Larry Marchiano (David Gueriera), decidendo di raccontare tutta la sua storia in un libro, riuscendo anche a trovare la pace con i suoi genitori.

Linda Lovelace | © Keystone Hulton Archive / Getty Images

Linda Lovelace | © Keystone
Hulton Archive / Getty Images

La storia di Linda Lovelace  è davvero terribile, il film soprattutto per motivi di tempo non rispetta adeguatamente nè approfonditamente tutte le tappe della vita dell’ex pornodiva diventata poi attivista femminista, Robert Epstein e Jerry Friedman lo dividono in tre parti: Linda Boreman, la brava e pudica ragazza; Linda Lovelace, la pornostar; Linda Marchiano, la donna che si ribella a tutte le ingiustizie subite.

Per essere una biografia, “Lovelace” è un film breve, che scorre abbastanza lineare, a parte i salti temporali che si ripetono più volte. Oltre ad essere diviso in tre parti temporali, il film è diviso in altre due parti strutturali: la prima mostra la Linda vista dall’esterno, dal pubblico adulatore e dai genitori che non si rendono conto delle grida di aiuto della ragazza, appena ventunenne; la seconda entra nel profondo, analizza il personaggio, la violenza che subisce, la difficoltà di distaccarsi da un uomo difficile come Chuck e da un circuito come quello dei film porno, spesso raccontato come un mondo spietato nelle pellicole.

Lovelace

Lovelace

Ad impersonare la Lovelace troviamo Amanda Seyfried, in una buona interpretazione: più che concentrarsi sulla sua presenza fisica, tutt’altro che prorompente, la pellicola si concentra su quella emotiva, anche se il faccino sempre angelico e bambinesco dell’attrice non rende al massimo in tutte le sezioni della pellicola; buona anche la parte di Peter Sarsgaard, il personaggio di Chuck viene mostrato come quello di un uomo sfruttatore e violento (quale era) ma non viene approfondito, e questo avviene anche con i personaggi di contorno; oltre ad Hank Azaria e Chris Noth vediamo apparire Adam Brody nei panni di Harry Reems, attore protagonista di “Gola profonda” e il cameo di James Franco nei panni di Hugh Hefner, magnate di Playboy all’epoca giovanissimo ma già una grande celebrità e un punto di riferimento per il mondo a luci rosse. Anche se sono quelli che si vedono di meno per tutta la durata di “Lovelace“, i personaggi strutturati meglio sono proprio i genitori di Linda, interpretati da Sharon Stone (come abbiamo detto, quasi irriconoscibile), che offre una performance magistrale e Robert Patrick, nei panni di un padre addolorato che non riesce più a riconoscere la figlia ma molto meno duro della moglie, si ritrova disposto a perdonarla.

Lovelace” scorre bene per poco più di 90 minuti e la storia di Linda è piuttosto chiara, si sofferma principalmente sulla fase del debutto nel porno e delle violenze di Traynor. La visione non è affatto spiacevole, anche se molto è stato tolto della storia originale della Boreman/Lovelace/Marchiano (come il fatto che fosse cresciuta nel Bronx, continuò a girare porno dopo il primo “Gola profonda” ed anche dopo aver divorziato da Traynor e dopo aver sposato Marchiano), probabilmente proprio per non appesantire ulteriormente la pellicola. Potenzialmente, la storia avrebbe potuto regalare un risultato migliore e sebbene la visione sia del tutto apprezzabile, di certo “Lovelace” non rimarrà uno degli indimenticabili cult.

 

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