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Published on giugno 29th, 2012 | by Andrea Lupia

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Recensioni cult: Mars attacks!

Recensioni cult: Mars attacks! Andrea Lupia
Voto CineZapping

Summary:

4

Film Grandioso


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“Mars attacks! (Marte attacca!)”

Nella vastissima mitologia di storie sulle creature provenienti da altri mondi, quella degli invasori è sicuramente quella che per moltissimi anni ha fatto più breccia nel cuore degli appassionati di fantascienza e non solo. Anche gli spettatori meno inclini al genere sopracitato si sono spessissimo lasciati coinvolgere da quello che con gli anni è divenuto un vero e proprio filone. Sicuramente il titolo che più facilmente viene alla memoria è “Independence Day” che nel 1996, anno della sua uscita, incassò ben 306 milioni di dollari solo in patria. E lo stesso anno vide anche il rilascio di un titolo appartenente allo stesso genere, ma di tutt’altro tenore.

Una delle locandine del film

Mars Attacks!” (appunto del 1996) è un film di Tim Burton (alla regia) su soggetto di Jonathan Gems che tratta il già citato tema dell’invasione aliena con lo stile tipico (almeno fino a poco tempo addietro) delle produzioni firmate dal regista di capolavori come “Edward Mani di Forbice“, “Batman“, “Batman – Il Ritorno” o i più recenti “Alice in Wonderland” e “Dark Shadows

Mars Attacks! - una delle locandine del film

” e moltissimi altri ancora, opere sospese tra la realtà ed il sogno, in un compendio di cinismo e fantasia unico nel suo genere e che ha fatto scuola.

Nella pellicola in questione, gli alieni attaccano una Terra fantasiosamente anni ’50, forti di una superiorità tecnologica tanto spaventosa quanto grottesca, fatta di dischi volanti rotanti, robot simili a giganteschi giocattoli e raggi della morte nella migliore tradizione fantascientifica classica. Ed è questo un punto fondamentale della realizzazione del film, che esteticamente si rifà ad un particolare momento creativo della narrativa ed in particolare della cinematografia di genere, quello degli anni ’50, appunto. Gli stessi alieni che danno del filo da torcere a Jack Nicholson (nel doppio ruolo del presidente Dale e dell’imprenditore Land), Pam Grier, Jack Black, Annette Bening e perfino Tom Jones (nella parte di se stesso) infatti, sono ispirati nel loro aspetto alle creature protagoniste di una raccolta di figurine degli anni ’60, che illustravano una invasione aliena perpetrata con spietata e creativa crudeltà dagli orridi alieni dal grande cervello.

Sarebbe naturalmente riduttivo limitare a questo le influenze che hanno portato alla creazione del piccolo universo di “Mars Attacks!”. Vanno ricordati film come “Cittadino dello spazio” (1955) dove oltre a creature molto simili sia agli alieni del film che delle sopracitate figurine, comparivano tutta una serie di marchingegni e tecnologie capaci di cose “impossibili”, ma anche di film più noti come “Il Dottor Stranamore” di Stanley Kubrick (vedi la stanza della guerra).

La storia potrebbe sembrare una parodia di quella più famoso (e di maggior successo al botteghino) “Independence Day“, ma non è così. Il caso ha voluto che fossero presenti nello stesso anno e sempre sul territorio statunitense due pellicole che appartengono allo stesso filone cinematografico, ma anche così è ancora oggi impossibile comparare direttamente ed i motivi sono ovvi per chiunque abbia visto entrambi i film. Il problema si pose più che altro all’epoca perché a fronte dei 70 milioni di dollari spesi per la sua realizzazione, il progetto ne incassò solo la metà in patria.

All’estero però il film fu molto apprezzato sia dalla critica che dal pubblico che premiò la pellicola con un incasso totale al box-office di 101.371.017 di dollari.

Si può dire che il film di Tim Burton ad oggi, come la maggior parte della sua produzione, si sia ricavato con gli anni un posto tutto suo nel cuore del pubblico, che più di tutto ne apprezza la giocosità nel seminare citazioni e, soprattutto, intere porzioni di cultura pop riveduta e corretta e rinnovata dal talento visionario del regista. Nel caso specifico, il genere fantascientifico è stato mixato nelle sue versioni più disparate, ma contemporaneamente, quelle che più hanno influenzato l’immaginario. Tim ha sempre avuto questo talento oltre all’immaginazione, trasformare le sue passioni in una versione personalissima delle stesse ed offrirla al mondo che ha (quasi) sempre gradito.

Per quanto riguarda il denaro, forse avrebbe dovuto ascoltare la proposta di uno dei personaggi del suo film (interpretato da Danny DeVito):

“Io vi posso aiutare. Sono un avvocato: voi volete conquistare il mondo, vi servirà un avvocato ragazzi!”

Voto:

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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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