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Published on novembre 9th, 2012 | by Andrea Lupia

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Recensioni cult: Pulp fiction

Recensioni cult: Pulp fiction Andrea Lupia
Voto CineZapping

Summary:

5

Film Perfetto


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Ci sono film che dopo pochissimo tempo diventano irrinunciabili e pur lasciando da parte il fatto che entrino o meno nella cultura popolare fatta di conoscenze più o meno precise sull’argomento, riescono a rendersi riconoscibili anche fuori dal proprio ambito. Più precisamente, una pellicola come “Pulp fiction“, nonostante sia una delle più famose, più citate ed omaggiate di tutti i tempi, è assai probabile che non sia mai stata vista da una larga fetta della popolazione.

Al di la delle motivazioni, se comunque provaste a descrivere dei punti salienti, come uomini di colore che pistola in mano citano a memoria la Bibbia, bellissime donne con qualche problema di droga e tanta passione per il ballo a piedi nudi, pugili sfortunati con ancora abbastanza onore ed orgoglio da mettersi nei guai, gangster con cerotti sul collo e pessimi pomeriggi in qualche garage, vedrete che una qualche lucetta accendersi sul volto anche di chi “Pulp fiction” non lo ha mai visto nemmeno in pubblicità e Quentin Tarantino nemmeno in fotografia.

La locandina di “Pulp fiction”

Tutta la storia che ruota intorno ai medesimi protagonisti, da più punti di vista, crea un geniale mosaico capace di rendere ancor più poderosa una storia già trascinante di suo. Tutti i personaggi si muovono in un mondo malavitoso e (grazie al cielo) non ci sono buoni ne cattivi, ma solo squali di diversi tipi, accomunati dalla necessità di nuotare per non affogare e mangiare per non essere mangiati. La pellicola contiene tutti gli elementi che saranno cari a Quentin Tarantino, dalla colonna sonora minuziosamente curata alle invenzioni di montaggio già citate, passando naturalmente per la violenta rappresentazione del reale, che riesce ad essere grottesco e folle come la finzione e spesso anche di più.

Nel cinema di Tarantino si muovono sempre personaggi la cui natura marcia e brutale è spesso rischiarate da istanti di bellezza che non mitigano la volgarità e la pochezza delle loro vite splendidamente rappresentate, ma che in compenso ne aumentano fino all’esasperazione il fascino. E’ la famosa macchina dell’hype che il buon Quentin ha con cura progettato e raffinato fino a rendersi capace di creare personaggi che in un modo o nell’altro sono entrati indissolubilmente nell’immaginario collettivo, assieme alla musica, alle espressioni, alle situazioni o a dei semplici particolari. Chi di voi non ha cercato di procurarsi un Big Kahuna Burger? O non ha approfittato della situazione per chiarire che trattasi non di moto ma di chopper? Chi non ha mai iniziato a citare Ezechiele 25.17?

Recensire “Pulp fiction” è come recensire la Cappella Sistina o la Gioconda o i calci rotanti. Inutile perché la loro bellezza traspare comunque, inevitabilmente. Gurdate questo film e godetene e poi guardate l’intera filmografia di Tarantino (“Le iene” (Reservoir Dogs), “Jackie Brown“, “Kill Bill” e tutti gli altri) e non perdetevi il prossimo “Django unchained” a Natale.

“…il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te.” Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l’uomo malvagio e io sono l’uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l’uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che TU sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore.

Voto:

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Scrittore, disegnatore, attore e poeta lo-fi.



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