Recensioni Locandina di Shutter Island

Published on marzo 9th, 2010 | by sally

2

Shutter Island: la recensione

Shutter Island: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Coinvolgente, stupefacente, Leonardo DiCaprio in gran forma per un thriller avvincente.

3.75

Film Grandioso


User Rating: 0 (0 votes)
Locandina di "Shutter Island"

Locandina di “Shutter Island”

Shutter Island” è l’ultimo lavoro di Martin Scorsese, uscito nelle nostre sale il 5 marzo. Il regista ritorna in sala e sembra essere piuttosto in forma.”Shutter Island” non è un capolavoro, ma di certo non fa annoiare nessuno che abbia deciso di dargli un’occhiata. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane, che in Italia conosciamo con il titolo de “L’isola della Paura”. Protagonista assoluto del film è l’agente federale Teddy Daniels (Di Caprio), che insieme al collega Chuck Aule (Mark Ruffalo) viene chiamato ad indagare sulla scomparsa di una pericolosa paziente di un manicomio criminale, che si trova su in’isola. La paziente, Rachel Solando (Emily Mortimer), è misteriosamente riuscita a fuggire dalla sua stanza, gli agenti stanno setacciando l’isola. La donna è stata rinchiusa dopo aver ucciso i suoi tre figli. L’agente Teddy Daniels è un personaggio particolare, ha vissuto l’orrore della guerra e della liberazione del campo di Dachau, i suoi sogni sono sempre costellati di sangue e morte, dei ricordi della guerra e sua moglie (Michelle Williams), morta in un incendio, gli appare sempre, lasciandogli strani messaggi. Teddy Daniels sta cercando il piromane che ha dato fuoco al suo appartamento causando la morte della moglie. Ad aiutarlo c’è Chuck ed insieme cercano di raggiungere quei luoghi che il dottor Cawley (Ben Kingsley) non permette loro di visitare. Quest’ultimo sembra essere poco disponibile ad offrire informazioni ai due agenti, questo lascia intuire che qualcosa non quadra. La spaventosa tempesta che si abbatte sull’isola blocca i due agenti, che non possono ripartire e quindi proseguono con le indagini. Vento e pioggia si scatenano con violenza sugli alberi e le case, i pazienti detenuti scappano dappertutto. La violenza è uno degli elementi chiave del film. La troviamo nella rabbia espressa dalla natura, nel protagonista, nei suoi sogni, nel suo vissuto. Lo scopo del film è quello di confondere e la confusione è presente anche nelle cose, nella struttura ospedaliera, le scale a chiocciola, padiglioni labirintici e bui, nei sogni. Sebbene gli indizi per comprendere la trama vengano lanciati già nella prima parte del film, il finale resta una sorpresa e tutti i nodi vengono al pettine solo alla fine. Niente è come realmente appare e, accompagnato anche da musiche si adattano perfettamente all’atmosfera, lo spettatore si immedesima nel senso di confusione del protagonista e aspetta di sapere, fino all’ultimo, quale sia davvero la verità. Scorsese tratta dei temi molto importanti, il male che l’uomo ha fatto, l’incapacità di redimersi, e sa come far nascere nello spettatore la sensazione di dolore, confusione, ansia, vissuta dai personaggi, seppure le scene non siano da considerarsi totalmente perfette. Eccellente l’interpretazione di un troppo spesso sottovalutato Leonardo Di Caprio, che si ritrova adesso in un ruolo piuttosto difficile, in cui deve esprimere diverse sfumature, soprattutto psicologiche, del suo personaggio. Un thriller psicologico ben riuscito, anche se di Martin Scorsese ricordiamo molti altri capolavori. Alla fine del film rimane comunque il dubbio che si protrae per tutti i suoi 148 minuti di durata: cosa è vero e cosa non lo è? Una volta usciti dalla sala, continuerete a ripensare a qualche dettaglio, cercando di aggiungere quei pezzi che Scorsese lascia in sospeso. Il film è sicuramente capace di coinvolgere e anche di stupire, confuso al punto giusto, senza l’aggiunta di elementi eccessivi che facciano perdere l’orientamento allo spettatore.

Leonardo Di Caprio

Leonardo Di Caprio

 

Tags: , , , , , , , , , , , ,


About the Author



2 Responses to Shutter Island: la recensione

  1. lucia riganelli says:

    credo che il regista abbia volutamente indirizzato la trama ad avere due finali anche se a mio avviso vi sono alcuni particolari che fanno propendere per la tesi che il protagonista sia effettivamente psicopatico:
    1.quando arriva sull’isola tutti i pazienti lo salutano
    2.il partner non sa togliere la pistola perchè uno psichiatra
    3.i nomi sono anagrammi
    4.lui non assume alcolici in vita mentre nei sogni sempre
    5.la psichiarta nella grotta accendeva il fuoco??!!!! e nessuno la trovava??!!
    6.”run” perchè la paziente lo conosceva,sarebbe assurdo supporre che avesse un barlume di saggezza
    7.la paziente che lui interroga, accusata dell’assassinio dei figli, era l’infermiera
    8. ma proprio nel faro poi avrebbero eseguito gli interventi più brutali? Lobotomia in bella vista,senza guardie,senza serratura con una porta di legno??? piu plausibile in un sotterraneo inaccessibile

    FINO A QUI TUTTO NORMALE…IL FINALE A SORPRESA è INVECE UN ALTRO A MIO AVVISO:

    il protagonista,devastato dalla morte dei figli e dall’assassinio della moglie,si è addossato la responsabilità dell’accaduto e per questo come difesa l’ha rimosso,ma non del tutto:riaffiorava il disagio negli incubi notturni e nelle emicranie con aura.
    Il riscatto che fa del film una produzione non banale è proprio il finale:
    la terapia d’urto escogitata come terapia alternativa ha effettivamente funzionato,infatti lui preferisce la lobotomia che lo avrebbe reso un automa”senza ricordi”, piuttosto che vivere nella cruda realtà.quindi alla fine egli fa finta di non essere guarito nella scena sugli scalini.Lo si deduce poi,proprio dall’ultima frase che dice allo psichiatra, partner.(finale eroico).

  2. sally says:

    Non ho voluto scrivere tutti i particolari della trama per non svelare nulla a chi non l’avesse ancora visto. Ce ne sono molti altri da aggiungere, è stato fatto un gran bel lavoro, è un film ricco di significati e dettagli da memorizzare man mano che il film prosegue.

Commenta il post

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top ↑