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A cena con un cretino: la recensione | CineZapping





Recensioni

Published on novembre 6th, 2010 | by sally

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A cena con un cretino: la recensione

A cena con un cretino: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary: Non riesce ad equiparare il suo originale francese, questa commedia può tranquillamente passare inosservata.

3

Buon Film


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Uscito nelle sale italiane ieri, 5 novembre, “A cena con un cretino” è la nuova commedia made in USA con Steve Carrell (40 anni vergine) e Paul Rudd (Molto incinta). I due attori non sono un’accoppiata inedita ed in realtà nemmeno il film è una novità.

A cena con un cretino

Dinner for Schmucks” (la parola “Scmucks” è un termine di origine ebraica che ha fatto parecchio discutere sulla scelta del titolo) infatti è un remake del francese “La cena dei cretini” (Le dîner de cons) diretto da Francis Veber nel 1998. All’epoca il film fu un grande successo, come al solito apprezzato in particolar modo in patria, aggiudicandosi tre César e due Lumière, sicuramente non si potrà dire lo stesso del rifacimento. Ancora una volta possiamo pensare che a Hollywood ci sia carenza di originalità, considerati i remake realizzati anche a distanza di poco tempo. Sembra che secondo la critica “A cena con un cretino” non sia stato all’altezza dell’originale, e si guadagna a malapena la sufficienza. Diretto da Jay Roach, regista di “Austin Powers” e “Ti presento i miei“, il film vede protagonista Tim, giovane che ha intrapreso la carriera finanziaria e che potrebbe riuscire ad ottenere l’ambita promozione all’interno della società in cui lavora. Il suo capo ogni mese organizza una cena particolare, chiamata “la cena dei vincenti”, nella quale ogni invitato deve portare una persona strana, sostanzialmente un cretino da prendere in giro per tutta la sera, ed il più bizzarro tra gli invitati si aggiudica il premio. Grazie a questa cena e alla simpatia suscitata in Martin Mueller, uomo d’affari svizzero che potrebbe segnare la svolta per la sua carriera e per la società, Tim crede di potersi garantire ancor di più la promozione, ma l’unico problema resta quello di trovare un buon cretino.

A cena con un cretino

L’occasione si presenta per caso quando Tim investe Barry con la macchina, mentre l’uomo sta cercando di raccogliere dalla strada un topolino morto. Barry è proprio la persona che fa per lui, è particolare abbastanza da far pensare a Tim di portarlo alla famosa cena. Basti pensare che l’hobby principale di Barry è quello di imbalsamare topolini per ricreare delle famose opere d’arte, come possiamo notare con simpatia nei titoli di testa e di coda. Barry accetta l’invito a cena, ma ovviamente non conosce il reale motivo dell’invito. Intanto, prima della cena, ne accadono di tutti i colori: l’arrivo di Barry nella vita di Tim la sconvolge totalmente, crea malintesi con Julie, della quale Tim è profondamente innamorato (le chiede continuamente di sposarlo), fa ritornare all’attacco l’aggressiva Darla, una vecchia fiamma impazzita di Tim. Tutto sembra andare per il peggio, Tim pensa di dover lasciar perdere la cena, gli ha procurato solo guai. In realtà Barry si presenta alla serata e piace molto. Insieme a lui molti altri “fenomeni” e tra questi anche il suo temibile capo, capace di controllare la sua mente. La cena, come tutto il resto, finisce in un disastro, ma la storia non può che concludersi con il tradizionale lieto fine.

A cena con un cretino

Steve Carrell risulta essere uno dei migliori attori comici in una parte che però questa volta non sembra essere sfruttata pienamente. La comicità di Barry potrebbe essere amplificata, mentre troppo spesso la sua figura viene lasciata in preda alla malinconia e alla semi-normalità. Paul Rudd ha il ruolo serio della situazione e deve gestire il caos generato dall’arrivo improvviso del bizzarro Barry; piccolo ruolo invece per Zach Galifianakis, particolarmente apprezzato per “Una notte da leoni“, ma nemmeno lui sfruttato quanto basta. Il film è una commedia che non ha molto per cui far ridere, tante scene sembrano essere forzate o comunque inefficaci, solamente per l’ultima mezz’ora il film si prospetta sufficientemente divertente, ma senza esagerazione. C’erano forse molte più aspettative di quante ne meritasse, nei confronti di questa pellicola. Il risultato non è malvagio, ma nemmeno buono. Un remake superfluo e una scarsa gestione di un cast che solitamente funziona, arricchito dalla presenza di Jemaine Clement, Bruce Greenwood, Ron Livingston, Lucy Punch, , David Williams, Stephanie Szostak. Pellicola che molto probabilmente non raggiungerà il successo dell’originale, leggera e divertente per una serata non impegnativa, ma nulla più.

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