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Livatino – Il giudice e i suoi assassini: Michele Placido rivela la telefonata riservata di Papa Francesco

Michele Placido rivela la telefonata segreta di Papa Francesco sulla fiction Livatino il giudice e i suoi assassini, presentata alla Festa del Cinema di Roma 2026.

Livatino - Il giudice e i suoi assassini: Michele Placido svela la telefonata segreta di Papa Francesco
Immagine generata con AI

Alla XXI Festa del Cinema di Roma, la presentazione di Livatino – Il giudice e i suoi assassini ha assunto i contorni di un evento culturale e civile al tempo stesso: sul palco, Michele Placido ha rivelato che fu una telefonata di Papa Francesco a spingerlo definitivamente verso questo progetto, trasformando quella che poteva sembrare una fiction televisiva di routine in qualcosa di più denso e necessario. La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla proiezione ha confermato il peso istituzionale di un’opera che racconta una delle figure più luminose e tragiche della magistratura italiana del Novecento.

La telefonata di Papa Francesco e la genesi del progetto

Il momento più sorprendente della conferenza stampa alla Festa del Cinema è stato il racconto di Michele Placido su come sia nata la sua determinazione a portare in televisione la storia di Rosario Livatino. Il regista ha dichiarato apertamente che Papa Francesco lo aveva chiamato personalmente in merito alla serie, un gesto che ha evidentemente avuto un peso decisivo nella sua scelta di dirigere il progetto. I dettagli della conversazione restano privati, ma il solo fatto che il Pontefice si sia fatto vivo direttamente con Placido dice molto sul significato che il Vaticano attribuisce alla memoria di Livatino.

Non è difficile capire perché: il 9 maggio 2021, proprio Papa Francesco aveva beatificato Rosario Livatino ad Agrigento, rendendolo il primo magistrato beatificato nella storia della Chiesa cattolica. Un primato assoluto, che trasforma la figura del giudice siciliano in qualcosa che trascende la cronaca giudiziaria e tocca la dimensione del martirio civile e spirituale. Che il Pontefice abbia poi seguito con attenzione la realizzazione di una fiction televisiva dedicata a quel beato non appare affatto casuale.

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Chi era Rosario Livatino e perché la sua storia conta ancora

Per comprendere la portata di Livatino – Il giudice e i suoi assassini, occorre ricordare chi fosse il magistrato al centro della narrazione. Rosario Livatino fu un giovane giudice siciliano che nella seconda metà degli anni Ottanta svolse un ruolo fondamentale nella lotta alla mafia nella provincia di Agrigento, in un periodo in cui la pressione criminale sulla magistratura era brutale e sistematica. La sua storia si concluse tragicamente per mano dei suoi assassini, e la fiction ne porta nel titolo stesso quella dualità: da un lato il giudice, dall’altro coloro che lo uccisero.

Placido ha scelto di non guardare a questa vicenda solo dalla prospettiva della vittima, ma di costruire una narrazione che tiene insieme più punti di vista. Una scelta narrativa coraggiosa, che richiede agli attori di incarnare posizioni morali agli antipodi. Giuseppe De Domenico interpreta il protagonista, il giovane giudice Livatino, restituendone la quotidianità e la determinazione. Leonardo Maltese, invece, si trova dall’altra parte della storia: recita nei panni di uno degli assassini di Livatino, un ruolo che impone una ricerca interiore tutt’altro che semplice.

Il cast e le scelte registiche di Michele Placido

La presenza di Leonardo Maltese nel cast è uno degli elementi più discussi della produzione. Attore dalla carriera in rapida ascesa, Maltese si misura qui con un personaggio moralmente complesso, uno dei responsabili dell’omicidio del giudice beato. Interpretare un assassino in una fiction destinata alla prima serata di Rai 1 — e quindi a un pubblico vastissimo e trasversale — significa accettare un rischio artistico considerevole, che però arricchisce la texture narrativa dell’opera.

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Michele Placido, regista con una lunga storia nel cinema civile italiano, ha dichiarato in più occasioni il suo rammarico per il progressivo abbandono dell’impegno civile da parte del cinema italiano, sottolineando come la televisione abbia in parte raccolto il testimone. In questo senso, Livatino – Il giudice e i suoi assassini si inserisce in una tradizione di fiction Rai che ha saputo raccontare l’antimafia, la magistratura e la memoria civile con strumenti narrativi accessibili senza rinunciare alla profondità.

La presentazione alla Festa del Cinema di Roma e la messa in onda su Rai 1

La scelta di presentare la serie alla XXI Festa del Cinema di Roma nell’ottobre 2026, con la presenza del Presidente Mattarella, ha conferito alla fiction una visibilità e una legittimazione che vanno oltre il normale lancio promozionale di un prodotto televisivo. La Festa del Cinema è una vetrina sempre più attenta alle produzioni italiane di qualità, e l’inserimento di Livatino – Il giudice e i suoi assassini nel suo programma segnala un riconoscimento del valore culturale dell’opera.

La serie è andata in onda il 9 e 10 novembre 2026 su Rai 1, in due serate consecutive, ed è disponibile anche in streaming su RaiPlay. Il formato in due puntate consente una narrazione distesa, capace di restituire la complessità del contesto storico e giudiziario in cui Livatino operò, senza dover comprimere eventi e personaggi in uno spazio narrativo troppo ristretto.

Quello che emerge dalla presentazione romana è il ritratto di un progetto nato da un’urgenza autentica — quella telefonata di Papa Francesco a Placido ne è la testimonianza più eloquente — e sviluppato con la consapevolezza che raccontare Rosario Livatino significa ancora oggi prendere posizione, scegliere da che parte stare, e ricordare al pubblico televisivo che certi nomi non devono smettere di risuonare. Per approfondire la figura storica del giudice beato, Avvenire ha pubblicato un’ampia intervista con Michele Placido che ripercorre le motivazioni profonde dietro questa scelta registica.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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