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Planes: la recensione





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Published on novembre 9th, 2013 | by alessandro ludovisi

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Planes: la recensione

Planes: la recensione alessandro ludovisi
Voto CineZapping

Summary: Interessante e realistica la ricostruzione scenica sia a terra che in cielo, tuttavia il film rimane piuttosto scontato.

2

Decollo mancato


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Chiaramente ispirato a “Cars”, il film della Disney Pixar dedicato alle corse automobilistiche, “Planes” rappresenta un ulteriore step della animazione targata Disney che dall’asfalto passa ai limpidi cieli americani e non solo.  La pellicola ha aperto la sezione Alice nella città al Festival Internazionale del Film di Roma 2013.

Il protagonista di “Planes” è Dusty, un piccolo aereo da agricoltura che “coltiva” un altro sogno: vuole diventare il nuovo campione della più importante gara ad alta quota che si svolge ogni anno in giro per il Mondo e che coinvolge velocissimi velivoli. Totalmente inesperto, nonostante mostri un gran coraggio, Dusty viene aiutato da Skipper, un vecchio aereo della Aviazione in pensione.

Planes

Planes

 

Una volta arrivata la squalifica di un aereo “dopato”, a Dusty  sarà data la possibilità di partecipare alla estenuante gara che prevede pirotecnici passaggi al di sopra dell’Himalaya e pericolose traversate oceaniche.  “Planes” sfrutta un canovaccio piuttosto semplificato tanto da risultare povero e ben poco avvincente. Scontato nell’agire dei personaggi, racconta dell’ascesa di un piccolo aereo ma può benissimo rappresentare la favola dell’ultimo che diventa il primo, del perdente nato che emerge dalla polvere per far mangiare polvere agli altri. Peccato che sia un copione visto talmente tante volte, nelle pellicole di animazione e non solo, da risultare piuttosto noioso e decisamente adatto ad un pubblico bambino capace di provare emozioni non messe a dura prova da una ripetitività cinematografica ormai esasperata.

Il 3D non incide sul giudizio finale e poteva esser sfruttato meglio soprattutto nelle sequenze ad alta quota e in occasione di una pericolosa sbandata nel bel mezzo di una tempesta oceanica. Il finale “epico” e molto hollywoodiano ben si adatta al target di riferimento ma è anch’esso oltremodo scontato. Interessante, invece, e piuttosto realistica, la ricostruzione scenica sia a terra che in cielo, con una decisa attenzione al dettaglio  (vedi la parentesi marina nella portaerei) e una certa fedeltà nella realtà di volo che viene percepita come reale. A livello “tecnico”, infatti, “Planes” funziona anche grazie ad esperti del settore che hanno potuto indirizzare il team Disney nella giusta direzione, tra la meccanica e il “gergo” del cielo.  Ma alla fine “Planes” non decolla mai realmente mostrando gli stessi problemi del protagonista della pellicola e volando alla stessa bassa quota.

 

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