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Radici, la docuserie che segna il ritorno di Daniele De Rossi all’Ostiamare su Sky e NOW

C'è un filo narrativo che attraversa tutta la carriera di Daniele De Rossi e che non passa per lo Stadio Olimpico né per i grandi palcoscenici internaziona

Radici, la docuserie di Daniele De Rossi e l'Ostiamare su Sky e NOW
Immagine generata con AI

C’è un filo narrativo che attraversa tutta la carriera di Daniele De Rossi e che non passa per lo Stadio Olimpico né per i grandi palcoscenici internazionali: passa per i campi di periferia di Ostia, dove tutto è cominciato. È proprio da quella geografia umana e calcistica che nasce Radici, la docuserie di De Rossi sull’Ostiamare, un progetto in sette episodi presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma il 15 ottobre 2026 e destinato a trovare casa su Sky e NOW.

Un ritorno alle origini, non una semplice celebrazione

La radici docuserie de rossi non è un prodotto autoreferenziale costruito attorno alla gloria passata di un campione del mondo. La serie segue la prima stagione dell’Ostiamare, il club di calcio della periferia romana dove De Rossi ha mosso i primi passi prima di intraprendere la carriera in Serie A e con la Nazionale italiana. Il progetto è diretto da Nicola Ravera Rafele e prodotto da DDR Media e Damocle, due realtà produttive che hanno scelto di costruire una narrazione capace di connettere il calcio professionistico con le sue radici più autentiche.

Quello che emerge dalla presentazione alla Festa del Cinema è un racconto che usa il pallone come strumento per esplorare un territorio — Ostia — che nella cultura popolare italiana fatica spesso a trovare rappresentazioni non stereotipate. La docuserie si propone invece come un atto di restituzione: De Rossi torna dove ha imparato a giocare, e lo fa davanti alle telecamere, portando con sé tutto il peso simbolico di una carriera costruita su quei campi.

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Sette episodi per raccontare una stagione e un territorio

La struttura in sette episodi consente alla serie di sviluppare il racconto con una profondità che il formato documentario singolo non avrebbe permesso. Non si tratta soltanto di seguire i risultati sportivi dell’Ostiamare sul campo: ogni episodio costruisce un livello di lettura ulteriore, intrecciando le vicende della squadra con la storia personale di De Rossi e con le dinamiche sociali e comunitarie del quartiere.

È una scelta narrativa precisa, quella di Ravera Rafele: anziché partire dall’alto — dalla vittoria della Coppa del Mondo, dalla Roma, dai palcoscenici europei — la serie sceglie di partire dal basso, da una realtà calcistica di base che per molti giovani del territorio rappresenta l’unica opportunità di fare sport in modo strutturato. Il calcio di periferia, con le sue risorse limitate, i suoi spogliatoi scomodi e i suoi campi lontani dai riflettori, diventa così il vero protagonista della narrazione.

La presentazione alla Festa del Cinema di Roma e la distribuzione su Sky e NOW

La scelta di presentare Radici alla Festa del Cinema di Roma non è casuale. Roma è la città di De Rossi, è la città dell’Ostiamare, ed è anche il contesto culturale in cui il progetto acquista il suo significato più pieno. La premiere del 15 ottobre 2026 ha offerto al pubblico e alla critica una prima visione di un prodotto che si inserisce in un filone sempre più consolidato: quello delle docuserie sportive che usano il calcio come lente per raccontare storie umane e sociali.

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La radici docuserie de rossi approderà su Sky e NOW, piattaforme che negli ultimi anni hanno investito in modo significativo nel documentario sportivo italiano. La data di uscita precisa non è ancora stata comunicata ufficialmente — la distribuzione è indicata come prossimamente — ma la finestra temporale suggerisce un’uscita nel corso delle prossime settimane. Per gli appassionati di calcio e di cinema documentario, si tratta di uno degli appuntamenti più attesi della stagione autunnale.

De Rossi, l’Ostiamare e il valore del riscatto territoriale

C’è una parola che ricorre spesso quando si parla di questo progetto: riscatto. Non nel senso retorico e abusato del termine, ma in quello più concreto e materiale di un quartiere che attraverso una storia di calcio trova una rappresentazione dignitosa e articolata. De Rossi, che ha giocato all’Ostiamare prima di costruire la sua carriera ai massimi livelli, incarna perfettamente questa tensione tra il locale e il globale, tra le origini e il successo.

La produzione affidata a DDR Media e Damocle garantisce che dietro il progetto ci sia una visione industriale solida, non soltanto un esercizio nostalgico. La serie ambisce a parlare a un pubblico ampio, non solo ai tifosi dell’Ostiamare o agli estimatori di De Rossi, ma a chiunque riconosca nel calcio di base un patrimonio culturale che merita attenzione e racconto.

In un panorama in cui le docuserie sportive tendono spesso a concentrarsi sui club e sui campionati più ricchi e visibili, Radici sceglie deliberatamente la direzione opposta: verso il basso, verso i margini, verso quei campi dove il calcio esiste ancora nella sua forma più essenziale. È una scommessa narrativa coraggiosa, e la Festa del Cinema di Roma le ha già riconosciuto una legittimità culturale che va ben oltre l’interesse sportivo. Per seguire gli aggiornamenti sulla messa in onda, il canale ufficiale di riferimento resta Sky TG24.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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