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Published on febbraio 27th, 2012 | by sally

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Lo spettacolo di Sacha Baron Cohen agli Oscar 2012

Atteso quasi con timore, Sacha Baron Cohen si è presentato sul red carpet degli Oscar 2012 con tutta l’intenzione di provocare. Ormai, infatti, ci ha abituato a siparietti pronti a far sbocciare polemiche, la cerimonia per le statuette d’oro più ambite del cinema è stata un’occasione troppo ghiotta per potervi rinunciare.

Irriverente come sempre, Sacha Baron Cohen si è vestito da dittatore, specificando di aver indossato un abito firmato John Galliano (noto per la sua stravaganza) e si è presentato sul tappeto rosso accompagnato da due splendide donne, portando con sé l’urna delle finte ceneri di un suo “collega”, il dittatore nordcoreano Kim Jong II. Una gag che farà discutere anche nei prossimi giorni, sembrava infatti che per questo siparietto l’Academy avesse intenzione di fermare l’attore e non farlo partecipare alla cerimonia, ma lui ci è riuscito comunque, riversando addirittura le ceneri sull’immacolato tappeto.

Sacha Baron Cohen sul red carpet | © Kevork Djansezian / Getty Images

Ad attenderlo al suo arrivo, infatti, c’era il giornalista di E! Ryan Seacrest, che ha dovuto subire l’attacco di Sacha Baron Cohen che, “sbadatamente”, ha fatto cadere le ceneri del dittatore nordcoreano su di lui e su tutto il tappeto, cliccate sul link sottostante per vedere il video.

GUARDA IL VIDEO DI SACHA BARON COHEN AGLI OSCAR 2012

Ma tornando a “Il dittatore“, vi mostriamo le prime tre immagini dal film di Sacha Baron Cohen che, proprio come l’attore stesso, è destinato ad ottenere molta attenzione dai media per l’argomento provocatorio che tratta. E’, sostanzialmente, una parodia di Saddam Hussein e uno sberleffo a tutte le dittature orientali. E’ dai tempi di “Borat”, ormai, che Baron Cohen si è affermato come attore poliedrico ma anche come gran provocatore, da tenere a bada soprattutto in eventi come gli Oscar 2012, durante i quali rischia di far fare una figuraccia, visto che sono milioni di persone provenienti da tutto il mondo a seguire il grande evento cinematografico che, si voglia oppure no, coinvolge anche molti altri aspetti della vita, politica compresa.

 

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