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Un mostro a Parigi: la recensione | CineZapping





Recensioni

Published on novembre 29th, 2012 | by sally

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Un mostro a Parigi: la recensione

Un mostro a Parigi: la recensione sally
Voto CineZapping

Summary:

2.5

Film Mediocre


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Dopo “Gladiatori di Roma 3D“, anche la Francia si cimenta nel mondo dell’animazione e del 3D, dimostrando di essere in grado di realizzare film di buona qualità, senza nulla da invidiare ai colossi statunitensi che praticamente hanno monopolizzato il genere.

Ma bisogna esser chiari fin dall’inizio, si parla di qualità tecnica, a livello di contenuti è ancora troppo presto per riuscire a battere la concorrenza. “Un mostro a Parigi“, infatti, è una pellicola ambiziosa, ma realizzata forse da una squadra ancora acerba, fatta di contenuti banali, piacevoli ma non sconvolgenti.

La storia: siamo nei primi anni del Novecento, l’avvento del cinema, la piena della Senna a Parigi, location sempre suggestiva, che si contraddistingue per i suoi toni romantici e malinconici. Incontriamo Emile, un proiezionista timido e innamorato della cassiera del cinema in cui lavora e il suo amico Raoul, inventore strampalato che però combina sempre guai ed innamorato di Lucille, cantante di successo, alla quale però non vuole ammettere il suo amore. I due amici un giorno si trovano nel laboratorio di uno scienziato ed ovviamente la curiosità di Raoul li porta a combinare un grande guaio e a dare vita ad un mostro spaventoso che terrorizza la città. Ma non a lungo, l’incontro con Lucille permetterà alla strana creatura di dimostrare le sue abilità musicali e canore. La ragazza lo ribattezza Francoeur, cuore puro, e decide di creare il suo spettacolo insieme a lui.

Un mostro a Parigi

La trama di “Un mostro a Parigi” di certo non spicca per originalità, è un vortice di buoni sentimenti, la classica favola del mostro spaventoso ma in fondo buono e docile e storie d’amore destinate a sbocciare timidamente. Dal punto di vista della tecnica, il risultato è davvero soddisfacente, ma lo è molto meno quello finale, perché la storia del film non lascia nulla allo spettatore.

Se i grandi colossi dell’animazione come la Dreamworks e la Pixar riescono a divertire grandi e piccini, affermandosi anche con film cult, in questo caso il target è molto più ristretto, probabilmente solo i più piccoli possono restare divertiti dalle gag, mai troppo sensazionali. L’opera è diretta da Bibo Bergeron e prodotta dall’Europa Corp. di Luc Besson.

Nel cast vocale troviamo Vanessa Paradis, ex compagna di Johnny Depp ed attrice e cantante affermata in Francia, che presta la voce all’ambiziosa Lucille. Nella versione italiana è doppiata da Arisa, una delle voci più belle del panorama musicale italiano, affiancata dall’esuberante Enrico Brignano (Raoul) e Raf, che invece doppia Francoeur, mentre Maurizio Mattioli presta la voce all’antipatico Prefetto Maynott, la voce di Emile è quella di Enzo Decaro.

Un mostro a Parigi” ha suscitato grandi aspettative, per poi deluderle quasi tutte: ottima la grafica, la città è riprodotta in maniera credibile, la capitale francese è sempre in grado di suscitare forti emozioni, soprattutto perché ben radicata nell’immaginario collettivo. Basta solo usarla nel titolo per rendere il film ancora più intrigante, ma la pecca reale rimane la trama. Banale per le tematiche affrontate, sempre “universali” ma sviluppate in maniera altrettanto banale, con l’assenza di quell’ironia e quel movimento, la sequenza rapida di gag che invece contraddistingue le opere d’oltreoceano.

Voto:

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