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Wicker, la commedia romantica assurda che riunisce Skarsgård, Colman e Debicki in un nuovo capitolo del genere

Wicker è la commedia romantica più discussa dell'autunno 2026: Alexander Skarsgård, Olivia Colman ed Elizabeth Debicki in una storia d'amore dichiaratamente assurda.

Wicker, la commedia romantica assurda di Alexander Skarsgård con Olivia Colman ed Elizabeth Debicki
Wicker è la commedia romantica più discussa dell'autunno 2026: Alexander Skarsgård, Olivia Colman ed Elizabeth Debicki in una storia d'amore dichiaratamente assurda.

Arriva nelle sale con un’identità visiva e narrativa difficile da catalogare, Wicker è il wicker film più discusso di questo autunno cinematografico: una commedia romantica diretta da Alex Huston Fischer e Eleanor Wilson che mette insieme tre dei nomi più rispettati del cinema contemporaneo — Alexander Skarsgård, Olivia Colman ed Elizabeth Debicki — in una storia d’amore dichiaratamente assurda, capace di sorprendere anche il pubblico più diffidente verso il genere.

Una favola per adulti: la trama che nessuno si aspettava

Al centro di Wicker c’è una premessa che sfida ogni convenzione del romanticismo cinematografico. La storia ruota attorno a una villaggiante emarginata, caratterizzata da un persistente odore di pesce, e a un uomo letteralmente composto dai rami di un salice. Non si tratta di una metafora: il personaggio interpretato da Skarsgård è fisicamente costruito dalla materia vegetale, un essere ibrido che porta con sé tutta la stranezza e la malinconia di chi non appartiene al mondo degli uomini comuni.

È proprio questa radicalità della premessa a rendere il film degno di attenzione critica. Jeannette Catsoulis del New York Times lo ha definito una «deliciously wicked adult fable», descrivendolo come «funny and freaky and sweetly romantic» — una sintesi che cattura bene l’equilibrio instabile su cui il film si regge. Non è facile costruire una storia d’amore credibile quando uno dei protagonisti è fatto di legno e foglie, eppure è esattamente questa la sfida che Fischer e Wilson hanno accettato.

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Il costume di Skarsgård: 30 chili tra stampa 3D e materiali naturali

Uno degli aspetti più affascinanti della produzione riguarda la trasformazione fisica di Alexander Skarsgård. Per interpretare il suo personaggio, l’attore svedese ha indossato un costume da 30 libbre — circa 13,6 chili — realizzato attraverso una combinazione di stampa 3D e materiali naturali. Un lavoro artigianale e tecnologico insieme, che ha richiesto il contributo di costumisti specializzati e del celebre studio di effetti visivi Wētā Workshop, già noto per il suo apporto a produzioni di grande scala.

Girare con un simile ingombro fisico per 45 giorni di riprese a Budapest non è impresa banale. La città ungherese, con la sua architettura stratificata e i suoi paesaggi che oscillano tra il gotico e il fiabesco, ha offerto un contesto visivo perfettamente coerente con il tono del film. La scelta della location non è casuale: Budapest permette di costruire un’Europa immaginaria, senza coordinate geografiche precise, in cui la logica del racconto può seguire le proprie regole.

Olivia Colman e una produzione segnata dalla malattia

Tra i dettagli che emergono dal racconto della lavorazione, uno in particolare aggiunge una dimensione umana alla storia del film: Olivia Colman ha affrontato le riprese mentre combatteva una polmonite. Un dato che, lungi dall’essere semplice curiosità biografica, dice qualcosa di significativo sull’impegno con cui il cast ha affrontato un progetto chiaramente fuori dagli schemi. Colman, premio Oscar per La Favorita, è un’interprete abituata a muoversi tra registri opposti — dalla commedia al dramma più cupo — e la sua presenza in Wicker garantisce al film quella credibilità emotiva che una storia così eccentrica rischia sempre di perdere.

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Accanto a lei, Elizabeth Debicki completa un trio di attori che, per ragioni diverse, incarnano una certa idea di cinema europeo anche quando lavorano per produzioni internazionali. Debicki, australiana di origini polacche e francesi, ha dimostrato negli anni una capacità rara di abitare personaggi complessi senza mai rinunciare alla precisione formale.

La regia di Fischer e Wilson tra genere e sperimentazione

Il wicker film firmato da Alex Huston Fischer e Eleanor Wilson si inserisce in una tendenza sempre più visibile nel cinema indipendente anglofono: quella di usare il genere della commedia romantica come involucro per raccontare qualcosa di più inquieto e meno rassicurante. Fischer e Wilson non sono nomi di primo piano nell’industria hollywoodiana, ma la scelta di affidarsi a loro suggerisce una precisa volontà produttiva di privilegiare la visione autoriale rispetto alla formula commerciale.

Il risultato, stando alle prime reazioni della critica, sembra aver mantenuto quella promessa. Wicker ha aperto nelle sale americane il 23 ottobre 2026 con una distribuzione limitata, per poi espandersi nel Regno Unito e in Irlanda il 30 ottobre 2026. Per il mercato italiano non sono ancora disponibili informazioni ufficiali sulla data di uscita o sulla piattaforma di distribuzione.

Quel che è certo è che Wicker rappresenta uno di quei rari casi in cui la stranezza della premessa non è un ostacolo alla fruizione ma il suo motore principale. Un film che chiede al pubblico di sospendere le proprie aspettative sul genere e di lasciarsi sorprendere da una storia d’amore che, per definizione, non potrebbe esistere — e che proprio per questo, forse, riesce a dire qualcosa di vero sull’amore stesso. Per approfondire il progetto, Variety ha pubblicato un’intervista approfondita con il cast che ricostruisce la genesi del film con dovizia di dettagli.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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