News

Festa del Cinema di Roma: Waititi e Chiaroscuro portano in anteprima mondiale Klara e il Sole

La Festa del Cinema di Roma 2026 presenta in anteprima mondiale Klara e il Sole di Taika Waititi con Jenna Ortega, tratto da Kazuo Ishiguro.

Festa del Cinema di Roma: Klara e il Sole di Waititi e ChiaroScuro in anteprima mondiale
Immagine generata con AI

La Festa del Cinema di Roma 2026 — giunta alla sua ventunesima edizione e in programma dal 13 al 25 ottobre tra l’Auditorium Parco della Musica e le sale della capitale — si conferma uno degli appuntamenti più attesi del calendario cinematografico europeo, capace ogni anno di bilanciare il peso dei grandi nomi internazionali con la vitalità della produzione italiana. Quest’anno, tra i titoli che stanno catalizzando maggiore attenzione, spicca su tutti Klara e il Sole, il nuovo film di Taika Waititi con Jenna Ortega, presentato in anteprima mondiale il 17 ottobre e tratto dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro: un progetto che, già prima di qualsiasi proiezione, aveva acceso la curiosità della critica internazionale.

Taika Waititi e il coraggio di adattare Ishiguro

Portare sullo schermo un romanzo di Kazuo Ishiguro è sempre un’operazione ad alto rischio. Lo sa bene chiunque abbia letto Klara e il Sole, pubblicato nel 2021 e immediatamente riconosciuto come una delle opere più riuscite del premio Nobel britannico: un libro che racconta il mondo attraverso gli occhi di un’Artificial Friend, un robot progettato per fare compagnia ai bambini, con una voce narrativa che mescola ingenuità e acutezza in proporzioni difficilissime da replicare al di fuori della pagina scritta.

La scelta di affidare la regia a Taika Waititi è, in questo senso, tanto sorprendente quanto coerente. Il regista neozelandese ha costruito la sua carriera su una capacità rara di oscillare tra toni apparentemente inconciliabili — l’ironia graffiante di Thor: Ragnarok, la malinconia acuta di Jojo Rabbit — e quella stessa elasticità emotiva sembra essere esattamente ciò che il materiale di Ishiguro richiede. Klara e il Sole non è un romanzo di fantascienza nel senso convenzionale del termine: è piuttosto una meditazione sull’amore, sulla percezione e su cosa significhi essere umani, domande che Waititi ha già esplorato, seppur in chiavi molto diverse, lungo tutta la sua filmografia.

→ Leggi anche: Festa del Cinema di Roma, giorno 3: Marvel, Pino Daniele e il ritorno di Pawlikowski

Il casting di Jenna Ortega nel ruolo di Klara aggiunge un ulteriore livello di interesse. Dopo il successo della serie Wednesday e una serie di scelte sempre più selettive nel cinema, Ortega si trova qui a interpretare un personaggio che non è umano ma che osserva l’umanità con una precisione quasi chirurgica: una sfida tecnica e interpretativa di rilievo, che la Festa del Cinema di Roma ha scelto di mettere al centro del proprio programma.

La ventesima edizione come specchio del cinema contemporaneo

La Festa del Cinema di Roma, nella sua ventunesima edizione, ha sempre rivendicato una vocazione diversa rispetto ai grandi festival competitivi come Venezia o Cannes. Non esiste un Leone d’Oro da assegnare, non c’è la pressione di una giuria che decreta vincitori e sconfitti: c’è invece uno spazio più libero, pensato per celebrare il cinema come esperienza culturale prima ancora che come industria. È proprio in questo contesto che la scelta di ospitare l’anteprima mondiale di un film come Klara e il Sole acquista un significato preciso.

Significativo, in questa cornice, è anche il riconoscimento assegnato a Javier Bardem, premiato con un award alla carriera nel corso di questa edizione. La presenza dell’attore spagnolo — tra i più versatili e riconoscibili del cinema internazionale degli ultimi trent’anni — è emblematica di come la kermesse romana sappia intrecciare la valorizzazione dei nuovi titoli con un omaggio alle figure che hanno segnato la storia del cinema recente.

Il cinema italiano al centro del programma

Accanto alle anteprime internazionali, la Festa del Cinema di Roma riserva tradizionalmente uno spazio importante alla produzione nazionale, e questa edizione non fa eccezione. Tra i titoli italiani in programma figura ChiaroScuro, un progetto che — stando alle prime informazioni circolate — si muove nel territorio del thriller all’italiana con una sensibilità contemporanea. Sebbene i dettagli ufficiali sul film siano ancora parziali, la sua presenza alla manifestazione segnala una tendenza che merita attenzione: quella di un cinema italiano che torna a misurarsi con i generi popolari, dal giallo al noir, cercando di reinterpretarli senza nostalgia fine a se stessa ma con una consapevolezza stilistica rinnovata.

→ Leggi anche: Wildwood: il capolavoro d'animazione di Laika in sala dal 22 ottobre

Questo tipo di operazione è storicamente difficile nel contesto italiano, dove il peso del passato — da Dario Argento a Elio Petri, dalla commedia all’italiana al poliziottesco — rischia di schiacciare qualsiasi tentativo di innovazione. Eppure è proprio dalla capacità di dialogare con quella tradizione, senza esserne sopraffatti, che nascono i lavori più interessanti. La Festa del Cinema di Roma, con la sua atmosfera meno competitiva e più riflessiva rispetto ad altri festival, offre uno spazio ideale per presentare questo tipo di cinema a un pubblico già predisposto all’ascolto.

Perché seguire la kermesse romana anche da casa

Non tutti possono essere fisicamente all’Auditorium Parco della Musica per seguire le proiezioni e i red carpet, ma la Festa del Cinema di Roma ha progressivamente ampliato la propria presenza digitale, rendendo accessibili conferenze stampa, interviste e contenuti speciali anche a chi segue la manifestazione da lontano. Per chi vuole approfondire il programma completo e le iniziative collaterali, il sito ufficiale della Festa del Cinema di Roma è il punto di riferimento più aggiornato.

Seguire un festival come questo — anche a distanza — significa avere accesso anticipato a film che arriveranno nelle sale nei mesi successivi, spesso con un dibattito critico già avviato e una prospettiva più ricca rispetto alla semplice visione in sala. Nel caso di Klara e il Sole, ad esempio, le prime reazioni della critica presente all’anteprima mondiale del 17 ottobre contribuiranno inevitabilmente a costruire l’attesa per la distribuzione italiana, ancora da definire nelle date precise.

Quello che la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma sta già dimostrando è che la kermesse ha trovato una sua identità solida: un festival che non compete con Venezia sul terreno del prestigio autoriale, ma che sa costruire un programma capace di parlare a pubblici diversi, dai cinefili più esigenti agli spettatori curiosi, con una selezione che quest’anno mette insieme la complessità letteraria di Ishiguro, la vitalità del cinema di genere italiano e l’omaggio a un interprete come Bardem. Non è poco, per una manifestazione che continua a crescere.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×